Mer, 21 Gen, 2026

Caos all’aeroporto: bagagli in ritardo, tensioni e sindacati pronti allo sciopero. Per Sagat solo "guasti tecnici"

Torino-Caselle non è più soltanto un aeroporto in difficoltà. È diventato un fronte caldo, un luogo dove il caos operativo si mescola all’improvvisazione e dove la tenuta del sistema grava, ancora una volta, sulle spalle dei lavoratori. Quanto accaduto nell’ultimo weekend – dopo un copione già visto la domenica precedente – non può essere archiviato come una semplice “criticità operativa”. È un disastro annunciato e a denunciare la situazione ora non sono più solo i lavoratori, ma anche i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, in un lungo comunicato.    

Ore di attesa per la riconsegna dei bagagli, voli partiti senza valigie, passeggeri lasciati senza informazioni e voli dirottati gestiti in modo approssimativo. Lo scenario all’aeroporto di Torino-Caselle racconta una crisi strutturale, non un incidente isolato.

Sagat Spa: “Problemi tecnici e sovraccarico da voli dirottati”

Di fronte alle polemiche, Sagat Spa, gestore dello scalo, spiega: «Confermiamo il problema tecnico dei nastri trasportatori dei bagagli, ma stiamo già prendendo provvedimenti. Il disagio domenica scorsa è stato causato anche dal dirottamento di alcuni voli dall’aeroporto di Bergamo, che ha generato un improvviso sovraccarico di lavoro».

Una spiegazione che, però, non convince i sindacati né chi lavora quotidianamente sul campo. Perché se i nastri si fermano, se il personale non basta, se i picchi non sono gestiti, la responsabilità non può essere ridotta a un guasto o a un evento esterno.

I sindacati: “Situazione inaccettabile, lavoratori lasciati soli”

Le segreterie territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo parlano senza mezzi termini: «ciò che sta accadendo a Caselle è inaccettabile. Il sistema è collassato e a pagarne il prezzo più alto sono lavoratrici e lavoratori, trasformati di fatto in parafulmini della rabbia dei passeggeri».

Lost&Found e piazzale: il fronte delle aggressioni e dei malori

Nei settori di front line, in particolare al Lost & Found, il personale è stato abbandonato a sé stesso: nessun rinforzo, nessun filtro, nessuna gestione preventiva dei flussi. Il risultato è esplosivo. Passeggeri esasperati, urla, minacce, tensioni tali da richiedere più volte l’intervento delle forze dell’ordine per evitare il degenerare della situazione.

Sul piazzale la fotografia è ancora più grave. Giovani rampisti senza indicazioni, turni interminabili al freddo, pressione costante. Una lavoratrice neoassunta è svenuta durante il servizio. Altro che «tutto sotto controllo»”.

Nastri a singhiozzo e organici ridotti: la verità che non si dice

“I nastri vanno a singhiozzo”, “voli su voli partiti senza bagagli”, “dalle 7 alle 13 tutto fermo”. Non sono slogan sindacali, ma messaggi reali, scritti in tempo reale da chi era operativo fino alle quattro del mattino.

Dietro la parola “problema tecnico”, denunciano i lavoratori, c’è una realtà ben diversa: organici insufficienti allo smistamento, turni scoperti, carenza cronica di personale. Non emergenze imprevedibili, ma scelte aziendali precise.

Programmazione fallita e responsabilità condivise

Il cosiddetto “caos arrivi” non è una fatalità. «È il risultato di una programmazione sbagliata dei picchi invernali e di una narrazione che continua a dipingere Caselle come uno scalo pronto ad assorbire nuovo traffico, persino in prospettiva di grandi eventi come Milano-Cortina» aggiungono ancora.

Infrastrutture, mezzi, personale e procedure di sicurezza, però, raccontano un’altra storia. «Le responsabilità sono chiare e diffuse - spiegano ancora i sindacati - dal gestore aeroportuale alle società di handling, fino all’ente di vigilanza. Tutti sanno, tutti vedono, troppo spesso nessuno interviene».

“Siamo in esubero”: mentre il sistema implode

Il paradosso è servito. «Ai lavoratori viene ripetuto che sono “in esubero” e che bisogna tagliare i costi. Intanto, però, si chiedono turni notturni fuori orario, si invoca il “volontariato” o si impone il servizio d’ufficio dopo giornate da 12 o 14 ore. Questa non è organizzazione. È sfruttamento» denunciano lavoratori e organizzazioni sindacali.

Per questo è già in corso una procedura di sciopero unitario contro Sagat Handling, ma la gravità della situazione potrebbe portare a un’estensione della protesta a tutte le aziende operanti nello scalo «Perché qui non è in gioco solo un contratto, ma la sicurezza, la dignità del lavoro e la tenuta di un’infrastruttura pubblica strategica. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile - avvertono i sindacati. - E a Caselle, ormai, non serve un miracolo. Servono assunzioni, programmazione e rispetto. Il resto – minimizzazioni, versioni di comodo e comunicati rassicuranti – è solo l’ennesima pessima figura. Di quelle che non si cancellano con una nota stampa».

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