L’intelligenza artificiale entra sempre più nel mondo del diritto e in Italia nasce una nuova realtà pronta a intercettare questa trasformazione. Si chiama Budda Law, startup legal tech fondata tra Roma e il Veneto che ha sviluppato una piattaforma digitale capace di fornire consulenze legali, generare contratti personalizzati e supportare professionisti e aziende nella gestione delle pratiche giuridiche.
Lanciata operativamente a luglio 2025, Budda Law nasce dall’idea di tre avvocati quarantenni – Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni – con l’obiettivo dichiarato di rendere l’assistenza legale più accessibile, veloce e comprensibile, grazie all’integrazione tra competenze giuridiche e tecnologie di intelligenza artificiale.
Come funziona la piattaforma legal tech Budda Law
Il modello è semplice: attraverso un’interfaccia conversazionale, gli utenti possono porre quesiti giuridici, ottenere pareri motivati e creare documenti legali in pochi minuti. Il sistema utilizza un database proprietario di centinaia di gigabyte, che raccoglie circa due milioni di provvedimenti giurisprudenziali selezionati dal 2019 a oggi, oltre a normative, modelli di atti e contratti.
La piattaforma consente anche di valutare possibili strategie legali attraverso indicatori visivi – come semafori verdi, gialli o rossi – che suggeriscono il grado di complessità o probabilità di successo di un’azione giudiziaria.
Un altro elemento distintivo è il modello di pagamento: niente abbonamenti obbligatori, ma un sistema a crediti che permette di acquistare singole interrogazioni, con l’obiettivo di “democratizzare” l’accesso al diritto.
Crescita utenti e interesse di studi legali e imprese
Nei primi mesi di attività Budda Law ha già raggiunto oltre 1.500 utenti attivi, con una media di circa 200 nuove registrazioni al mese e 2.500 interrogazioni mensili. Complessivamente sono stati generati più di 10 mila pareri legali, segnale di un interesse crescente da parte di studi professionali, consulenti e aziende di diverse dimensioni.
Il target della piattaforma include avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e notai, ma anche imprenditori e PMI che necessitano di strumenti rapidi per la gestione della compliance normativa e della contrattualistica.
Il boom del legal tech in Italia
L’arrivo di soluzioni come Budda Law si inserisce in un contesto di forte evoluzione del settore. Secondo il Rapporto Legal Tech & AI realizzato da 4cLegal con il Gruppo 24 ORE, il mercato italiano del legal tech ha superato i 30 milioni di euro di fatturato, con circa 89 operatori tra startup e grandi player.
Ancora più significativo è il dato sull’adozione: il 63% delle grandi imprese ha già implementato o sta implementando strumenti di intelligenza artificiale per la gestione della compliance.
Una AI legale italiana competitiva a livello globale
«Se il diritto è complesso, l’accesso non deve esserlo» spiegano i founder. L’ambizione è sviluppare una tecnologia che non sostituisca l’avvocato, ma ne aumenti l’efficienza, rendendo al tempo stesso il diritto più accessibile anche ai non addetti ai lavori.
Grazie a competenze trasversali tra tecnologia e giurisprudenza e a una rete commerciale in espansione, la startup punta ora a consolidare la propria presenza nel mercato nazionale e a competere, nel lungo periodo, con i grandi player internazionali del legal tech.
L’obiettivo finale? Dare all’Italia una piattaforma di intelligenza artificiale giuridica capace di affermarsi anche su scala globale.

