Ti metteresti mai ai piedi una sneaker realizzata con una stampante 3D? Fino a pochi anni fa poteva sembrare un esercizio di stile futuristico o una provocazione da passerella tech.
Oggi, invece, è una possibilità concreta che arriva dal cuore del distretto calzaturiero pugliese. Qui la startup Servati sta provando a riscrivere le regole di uno dei settori simbolo del Made in Italy, promettendo di trasformare un’idea in una scarpa modulare e disassemblabile in appena otto ore. Un’innovazione che non incuriosisce solo designer e appassionati di moda, ma anche investitori e osservatori economici, perché mette in discussione tempi, costi e modelli produttivi dell’industria tradizionale del footwear
Dalla Puglia un nuovo modello industriale per le sneaker
Nata nel distretto industriale di Casarano, in provincia di Lecce, Servati punta a portare il Made in Italy in una nuova era manifatturiera. Il progetto è stato fondato da due giovani imprenditori pugliesi: Matteo Di Paola, classe 1997 con formazione economica e ruolo di CEO, e Marco Primiceri, classe 1998, designer e responsabile dello sviluppo prodotto.
Il cuore dell’innovazione è un sistema produttivo che combina stampa 3D, intelligenza artificiale e lavorazione artigianale. La suola e la struttura esterna delle sneaker vengono realizzate tramite tecnologie additive, mentre la tomaia è assemblata a mano da artigiani italiani.
Questo approccio consente una riduzione significativa dei tempi rispetto alla produzione tradizionale, che richiede almeno 24 ore per la realizzazione di un modello, e permette una maggiore libertà progettuale, con forme tridimensionali complesse e personalizzazioni rapide.
Impatto economico: meno investimenti fissi e filiera più agile
Dal punto di vista industriale, il modello Servati introduce una logica produttiva più snella. L’utilizzo della stampa 3D riduce la necessità di stampi e infrastrutture pesanti, abbassando le barriere all’ingresso e accelerando il passaggio dall’idea al mercato.
L’azienda ha già depositato e ottenuto un brevetto europeo per il sistema di calzatura modulare, progettato per essere disassemblato a fine vita e avviato a processi di recupero e riciclo. Una soluzione che si inserisce nel crescente trend della moda circolare, sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità del settore.
Secondo il CEO Matteo Di Paola, l’obiettivo è ridefinire il concetto di sneaker di lusso unendo innovazione tecnologica e savoir-faire italiano, coinvolgendo designer e artisti internazionali attraverso challenge creative globali.
La “fabbrica digitale” cresce: 30 stampanti e team in espansione
La domanda superiore alle aspettative ha spinto la startup ad accelerare sul piano produttivo. Oggi Servati può contare su una vera e propria fabbrica digitale composta da circa 30 stampanti 3D operative e su un team di nove persone, inclusi i founder.
Finora sono state sviluppate 12 collezioni, con migliaia di paia di scarpe vendute. Un segnale di mercato che conferma l’interesse verso prodotti che combinano estetica futuristica, personalizzazione e sostenibilità.
Il prossimo passo strategico riguarda l’espansione nel retail fisico, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza diretta e tangibile del prodotto. Le sneaker Servati sono già presenti in alcuni negozi pugliesi, mentre dopo la partecipazione a fiere internazionali del settore sono arrivate richieste anche da metropoli dei Paesi arabi, attratte dal connubio tra lusso innovativo e Made in Italy.
Dalla sneaker agli accessori: la seconda vita dei materiali
Un elemento distintivo del progetto è la possibilità di prolungare il ciclo di vita delle calzature. Grazie alla struttura modulare brevettata, le sneaker possono essere smontate e rigenerate: i materiali recuperati possono trasformarsi in nuove scarpe o in accessori come borse e cinturini per orologi.
Servati offre inoltre servizi di riparazione e personalizzazione tramite tour organizzati con rivenditori selezionati, durante i quali tecnici specializzati sostituiscono moduli usurati e introducono dettagli su misura, dalle incisioni ai lacci custom fino alla scelta di una nuova tomaia.
La startup ha partecipato a numerosi eventi di settore, dalle fashion week alle fiere internazionali, ottenendo anche il riconoscimento istituzionale con la selezione per rappresentare l’innovazione italiana all’Expo Universale di Osaka 2025.
Ora la sfida è scalare il modello produttivo mantenendo qualità e identità artigianale, dimostrando che tecnologia e tradizione possono convivere anche in uno dei simboli più iconici del lifestyle contemporaneo: la sneaker.

