E’ stato un 8 marzo festoso e riflessivo, che non si vedeva così da anni a Leinì. Complice la giornata di sole, che ha trasformato le vie cittadine in una perfetta e dinamica location a cielo aperto, per ospitare non solo il transito dei carri allegorici, ma le tante maschere e gruppi, che hanno allietato la manifestazione.
Un successo indiscutibile, che premia ancora una volta, le capacità organizzative e di promozione dell’evento, da parte dell’associazione Andrea Provana l’Ammiraglio, con il patrocinio del Comune di Leinì e la collaborazione degli Alpini, la Croce Rossa, l’Associazione Carabinieri in congedo, la Protezione civile e la Polizia locale.
Una sinergia di forze ed associazioni che ha garantito il regolare svolgimento della manifestazione, molto apprezzata dai leinicesi e non, che si sono assiepati lungo le vie, per ammirare carri allegorici, e le maschere tradizionali.
Ed a proposito di maschere tipiche, tanti applausi lungo il percorso, hanno raccolto Gianduja e Giacometta, al secolo Alessandro Gays ed Alice Macario Ban, che anche in questa edizione, hanno magistralmente interpretato due figure iconiche della tradizione subalpina.
E poi, naturalmente, i personaggi tipici locali, come il Ranè e La Bela Ranera, per non parlare dei ben 16 carri allegorici, provenienti da tutto il Piemonte, da Valperga a Livorno Ferrararis, dal Crescentino a Montanaro.
Molto apprezzato ad applaudito, il carro della Frazione Tedeschi.
E come sempre, gli indiscussi protagonisti del Carnevale, sono stati però loro: i bambini. In un tripudio di coriandoli hanno trascorso un pomeriggio di festa e spensieratezza, anche se le minacciose nubi della guerra che si profilano all’orizzonte, sono state richiamate da alcuni carri allegorici, che hanno posto l’accento, sulla richiesta di pace e la fine di tutti i conflitti in corso.
Una speranza, da parte di tutti, che non si è certo esaurita nella giornata di domenica.

