Un chicco di caffè che non finisce nel cestino, ma si trasforma in un piatto caldo per chi ne ha più bisogno. È questo il cuore del progetto “Da Chicco a Chicco” di Nespresso, un esempio concreto di economia circolare e solidarietà che nel 2025 ha portato in Piemonte 90 quintali di riso, equivalenti a circa 100.000 pasti donati.
Il progetto nasce da un gesto semplice e quotidiano: riciclare le capsule di caffè in alluminio. Da qui prende forma un ciclo virtuoso in cui nulla viene sprecato.
L’alluminio, materiale riciclabile all’infinito, viene recuperato e trasformato in nuovi oggetti; il caffè esausto, invece, diventa compost naturale, utilizzato per la coltivazione del riso. Quel riso viene poi acquistato da Nespresso e donato attraverso il Banco Alimentare alle persone in difficoltà.
Un modello che unisce sostenibilità ambientale e impatto sociale, dimostrando come il riciclo possa generare valore reale per le comunità.
I numeri del progetto in Piemonte nel 2025
Da gennaio a ottobre 2025, in Piemonte sono state raccolte oltre 100 tonnellate di capsule esauste grazie a una rete di 21 punti di raccolta tra Boutique Nespresso e isole ecologiche.
Da questo processo sono nate: oltre 60 tonnellate di caffè trasformate in compost; circa 6 tonnellate di alluminio rigenerate; 90 quintali di riso distribuiti a 575 organizzazioni solidali, tra mense, case-famiglia e comunità di accoglienza.
Un risultato che ha permesso di sostenere circa 115.000 persone solo sul territorio piemontese.
Dal Piemonte all’Italia: oltre 8 milioni di piatti donati
Il contributo regionale si inserisce in un progetto di respiro nazionale. Dal 2011, “Da Chicco a Chicco” ha permesso di recuperare oltre 13.500 tonnellate di capsule, generare più di 7.700 quintali di riso e distribuire oltre 8 milioni di piatti in tutta Italia.
Solo nel 2025, a livello nazionale, sono stati donati più di 1,3 milioni di pasti, grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare e Fondazione Progetto Arca.
Dietro questi numeri ci sono storie, volti e gesti quotidiani. C’è la tazzina del mattino che diventa nutrimento, c’è una scelta responsabile che si moltiplica fino a raggiungere chi è più fragile.
“Da Chicco a Chicco” dimostra che l’economia circolare può essere anche un atto di cura, capace di trasformare uno scarto in una risorsa e un’abitudine in solidarietà.
Perché, a volte, per cambiare le cose davvero, basta partire da un chicco.

