Gio, 2 Lug, 2026

Pieve di San Pietro a Settimo Torinese riapre dopo il restauro: scoperti eccezionali affreschi medievali nascosti per secoli

La storia della città di Settimo si arricchisce di un nuovo importante tassello. Dopo un lungo lavoro di restauro e riqualificazione, l’antica Pieve di San Pietro e l’attigua piazza degli Alpini sono tornati ad essere luoghi di incontri e fruizione pubblica per la cittadinanza. E le sorprese non sono mancate.

Sito ricco di storia e fede, la Pieve di San Pietro aveva conosciuto un lungo oblio, a partire dall’Ottocento. Sconsacrata e ridotta a magazzino comunale, questo edificio religioso altomedievale era stato per secoli il cuore pulsante della religiosità locale.

Quando tre anni fa il Comune di Settimo ha avviato i lavori di riqualificazione della Pieve di San Pietro, l’obiettivo era restaurare l’edificio e restituirlo alla cittadinanza come spazio per eventi e cerimonie.

La scoperta degli affreschi medievali durante il restauro

Nessuno avrebbe ipotizzato che il cantiere avrebbe rivelato una scoperta eccezionale: una serie di affreschi tardomedievali, risalenti al XIV e XV secolo, celati da intonaci successivi e venuti alla luce durante l’intervento di restauro.

La scoperta principale è stata rinvenuta nell’abside e rappresenta un San Pietro in cattedra, risalente probabilmente alla prima metà del Quattrocento, benedicente, con triregno e chiavi, opera di un artista ignoto, i cui elementi richiamano raffigurazioni simili nell’area fra il Canavese e la Valle d’Aosta.

Oltre al San Pietro, sono state scoperte tracce di pitture ancora più antiche, risalenti probabilmente al Trecento: possibili tracce di una Madonna in trono con Bambino o di un Re d’Israele.

Il ruolo della Soprintendenza e le scoperte archeologiche

Sin dal rinvenimento delle prime tracce pittoriche è stata coinvolta la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Torino, che ha seguito l’intervento, compreso il restauro delle opere stesse.

La necessità di approfondire quanto scoperto e di tutelarne il prezioso valore storico ha contribuito a far slittare la fine dei lavori di restauro.

La Soprintendenza ha svolto anche i primi studi sugli affreschi, definendone l’inquadramento temporale e la contestualizzazione storico-archeologica.

I lavori hanno rivelato anche altri manufatti significativi, come tracce di elementi di muratura di epoca tardoromana e i resti di alcune sepolture. La Pieve di San Pietro e la sua area circostante venivano infatti utilizzate come luogo di sepoltura fino al 1835.

«Si tratta di una scoperta eccezionale per la nostra comunità – dichiara il sindaco, Elena Piastra – Una fortuna inaspettata che da un lato ci ha messo in difficoltà rispetto alle tempistiche del cantiere, ma dall’altro ci ha regalato una soddisfazione enorme. Abbiamo da subito cercato di valorizzare al meglio questa scoperta e grazie ad essa la nostra Pieve è diventata un gioiellino ancor più prezioso rispetto a quanto ci immaginavamo all’avvio del cantiere. L’altra grande soddisfazione è sapere che questa scoperta non resterà nascosta, ma sarà sempre a disposizione della cittadinanza in uno spazio vissuto, aperto e culturalmente vivo».

Un restauro finanziato dal PNRR

L’intervento di restauro della Pieve di San Pietro, finanziato dal PNRR con 1,6 milioni di euro, ha visto la riqualificazione dell’edificio e la tutela degli elementi architettonici originari.

La Pieve di San Pietro, denominazione ritenuta impropria secondo i documenti storici, risale probabilmente all’XI secolo nella sua conformazione primaria. L’edificio è stato modificato nel corso dei secoli e il restauro ha lavorato per tutelarne la storia e i diversi elementi architettonici. L’obiettivo del Comune, proprietario dell’edificio ormai sconsacrato, era realizzare uno spazio destinato a cerimonie civili, piccoli eventi culturali e studio.

Per questo sono stati realizzati arredi versatili, mentre il restauro ha previsto il rifacimento del tetto, di parte degli intonaci e la valorizzazione degli elementi originari: gli affreschi e i muri in mattoni. All’interno della Pieve è stato collocato anche un antico tavolo in legno restaurato grazie al contributo di alcuni volontari.

Riqualificata anche Piazza degli Alpini

Contestualmente ai lavori sulla Pieve di San Pietro, il Comune di Settimo ha avviato un secondo cantiere, sempre finanziato con fondi PNRR per 1,3 milioni di euro.

Il rifacimento della piazza degli Alpini ha previsto il nuovo accesso alla palazzina dei Servizi Demografici, la nuova pavimentazione, lo spostamento del monumento al Valore Alpino, la realizzazione di aiuole e di una fontana.

«L’intervento restituisce ai nostri concittadini non solo la Pieve, ma anche una piazza importante per i nostri servizi pubblici – aggiunge l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Raso – Uno spazio bello e curato, impreziosito dalla Pieve che rinasce con funzioni culturali e di incontro».

Visite gratuite alla Pieve di San Pietro

Grazie all’impegno dell’amministrazione comunale sarà possibile visitare la Pieve di San Pietro grazie ai volontari del servizio civico comunale.

Le aperture sono previste nei seguenti giorni: giovedì 2 luglio ore 20-22.30; giovedì 16 luglio ore 20-22.30; giovedì 23 luglio ore 20-22.30; giovedì 30 luglio ore 20-22.30.

Le visite e gli eventi speciali sono gratuiti e non occorre prenotare.

La Pieve come nuovo spazio culturale

La Pieve di San Pietro, situata in piazza degli Alpini, si inserisce in uno spazio completamente riqualificato e al suo interno sarà possibile consultare libri e pubblicazioni dedicate alla storia di Settimo, mentre da settembre la struttura sarà aperta in modo stabile e ospiterà cerimonie civili, eventi culturali e iniziative dedicate alla comunità.

«Un altro luogo da vivere riconsegnato ai settimesi – conclude l’assessore Raso – La piazza con il suo gioiellino, la Pieve, l’edificio più antico di Settimo con le opere pittoriche celate per secoli e rinvenute durante il cantiere».

«La scelta di aprire durante i giovedì di luglio, quando abbiamo i negozi aperti, nasce per dare a tutti un motivo in più per venire a Settimo e vivere la città – aggiunge l’assessore Angelo Barbati – Un regalo di cui dobbiamo ringraziare i volontari che hanno dato la loro disponibilità».

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