C’è un rumore che dura pochi secondi, ma le cui conseguenze possono accompagnare una persona per tutta la vita. A distanza di un anno dal drammatico incidente avvenuto a Venaria Reale, la memoria torna a quella sera in piazza Annunziata, quando un giovane ha perso una mano a causa dell’esplosione di un petardo raccolto da terra.
Un gesto istintivo, una frazione di secondo. Poi il boato, il dolore, e una vita che cambia per sempre. Un episodio che ha profondamente scosso la comunità e che oggi diventa simbolo di un messaggio chiaro e urgente: i botti non sono un gioco.
Nei giorni immediatamente successivi all’incidente, il sindaco Fabio Giulivi aveva espresso pubblicamente la propria vicinanza al ragazzo e alla sua famiglia. Oggi, a un anno di distanza, la Città ringrazia quel giovane concittadino che, scegliendo di restare anonimo, ha deciso di condividere la propria esperienza affinché nessun altro debba vivere la stessa tragedia.
Una testimonianza dura, carica di sofferenza, ma di altissimo valore civico. Un atto di coraggio nato dal desiderio di proteggere soprattutto i più giovani, spesso inconsapevoli dei pericoli reali legati all’uso dei petardi.
«Quello che è successo a lui può capitare a chiunque. I botti non sono un gioco e le conseguenze possono essere devastanti e permanenti - dice oggi Giulivi. - Per questo ho firmato un’ordinanza che introduce specifici divieti sull’uso dei botti nel nostro territorio. Ma nessuna regola è sufficiente senza il senso di responsabilità di ciascuno. La prevenzione passa prima di tutto dai comportamenti individuali».
Parole che vanno oltre il singolo episodio e chiamano in causa tutta la cittadinanza. Perché la sicurezza non è solo una questione di norme, ma di scelte quotidiane.
L’Amministrazione Giulivi rinnova, quindi, l’invito a vivere il Capodanno e le festività con serenità, evitando comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. Un appello che riguarda anche il rispetto degli animali, spesso vittime silenziose dei botti: ogni anno cani, gatti e fauna selvatica subiscono stress, ferite e, in alcuni casi, la morte a causa dei forti rumori.
Un pensiero va infine alla famiglia del giovane, che ha sostenuto e accompagnato questa testimonianza, contribuendo a diffondere un messaggio di consapevolezza e responsabilità collettiva.
Un botto dura un attimo. Le sue conseguenze possono durare una vita.
La sicurezza di tutti dipende da ciascuno di noi.
Link al video testimonianza: https://www.facebook.com/reel/1258687799648211

