A Rivarossa, in provincia di Torino, la Pasqua 2026 si arricchisce di un appuntamento speciale che unisce spiritualità, arte e partecipazione collettiva. Presso la chiesa di San Rocco è infatti allestita una suggestiva Via Crucis, visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 18 in orario continuato, fino al 19 aprile.
L’iniziativa nasce dal cuore e dalla devozione di una donna credente, trasformandosi in un dono prezioso per l’intera comunità. Non si tratta solo di un’esposizione artistica, ma di un vero invito alla preghiera e alla riflessione, capace di coinvolgere fedeli, visitatori e appassionati.
La Via Crucis di Rivarossa si inserisce nel crescente fenomeno dei presepi pasquali, una tradizione sempre più diffusa anche nel Nord Italia. Attraverso scene curate nei dettagli, viene raccontata la Passione di Cristo: dall’ingresso a Gerusalemme fino alla Resurrezione, in un percorso che unisce emozione e spiritualità.
Le rappresentazioni, realizzate con tecniche sia tradizionali che moderne, utilizzano materiali diversi e soluzioni scenografiche coinvolgenti. In molti casi, il visitatore si trova immerso in un’esperienza quasi cinematografica, capace di accompagnarlo lungo ogni stazione con intensità e raccoglimento.
Un progetto firmato da una professionista del presepe
L’intera Via Crucis è stata progettata e realizzata da Renata Vacchero, iscritta all’Associazione Italiana Amici del Presepe (A.I.A.P.) e membro del direttivo della Pro Loco di Rivarossa. Il suo lavoro rappresenta un esempio concreto di come passione, competenza e fede possano tradursi in un’iniziativa di grande valore culturale e religioso.
Oltre all’aspetto spirituale, eventi come questo rafforzano il senso di appartenenza e la partecipazione attiva della comunità. Associazioni locali, parrocchie e cittadini contribuiscono a mantenere viva una tradizione che evolve nel tempo senza perdere le proprie radici.
In un’epoca in cui molte tradizioni rischiano di scomparire, la Via Crucis di Rivarossa dimostra come sia possibile rinnovare il patrimonio culturale, rendendolo accessibile e significativo anche per le nuove generazioni.

