Dopo le vacanze molti di noi sperimentano stanchezza, stress e la sensazione di dover ripartire “di colpo” con il lavoro e gli impegni quotidiani. Negli ultimi anni i ricercatori hanno iniziato a chiedersi se questa transizione possa avere un impatto misurabile sulla salute del cuore.
Uno studio appena pubblicato su JAMA Network Open suggerisce che il primo giorno feriale dopo una festività potrebbe essere associato a un aumento degli arresti cardiaci extra-ospedalieri.
Un’analisi condotta in Corea del Sud ha esaminato oltre 200.000 casi di arresto cardiaco extra-ospedaliero registrati tra il 2010 e il 2019.
I risultati principali mostrano che il primo giorno lavorativo dopo una festività è associato a un aumento del 9% dell’incidenza di arresto cardiaco rispetto agli altri giorni feriali. L’effetto è più marcato dopo periodi di festività consecutive ed il fenomeno è particolarmente evidente negli anziani e nei pazienti con una patologia cardiaca sottostante.
Gli autori ipotizzano che il ritorno improvviso alla routine quotidiana rappresenti un momento di stress fisiologico e psicologico per l’organismo.
È importante sottolineare che si tratta di un aumento relativo, osservato a livello di popolazione: il rischio individuale per una persona sana rimane comunque basso.
Il cuore segue il calendario: ritmi settimanali e stagionali
La cardiologia conosce da tempo il cosiddetto “timing degli eventi cardiovascolari”, ovvero la tendenza di infarti e arresti cardiaci a concentrarsi in determinati momenti.
Tra i pattern più studiati c’è l’effetto “lunedì”. Numerosi studi hanno osservato un picco di infarti all’inizio della settimana lavorativa. Questo fenomeno è stato attribuito a diversi fattori: aumento dello stress lavorativo, cambiamenti nel ritmo sonno-veglia, incremento dell’attività del sistema nervoso simpatico.
Questi meccanismi possono favorire un aumento della pressione arteriosa, una maggiore aggregazione piastrinica, l’instabilità delle placche aterosclerotiche
Festività, eccessi alimentari e salute del cuore
Oltre al lunedì, anche le festività e gli eccessi alimentari si associano ad un maggior rischio di eventi cardiovascolari.
Durante le vacanze si verificano spesso cambiamenti nello stile di vita: pasti più ricchi di grassi e sale, maggiore consumo di alcol, minore attività fisica e possibile ridotta aderenza ai farmaci.
In alcuni studi, periodi come Natale e Capodanno mostrano un aumento della mortalità cardiovascolare.
Il lavoro pubblicato su JAMA Network Open suggerisce che non siano solo le feste a influire sul rischio cardiovascolare, ma anche il momento della transizione verso la normalità.
Tra le possibili spiegazioni ci sono lo stress psicologico da rientro lavorativo, le alterazioni del ritmo circadiano, gli effetti ritardati degli eccessi alimentari o alcolici e l’interruzioni o irregolarità terapeutiche
In sostanza, il sistema cardiovascolare potrebbe essere più vulnerabile quando l’organismo passa bruscamente da una fase di riposo a una di maggiore richiesta fisiologica.
Come ridurre il rischio cardiovascolare dopo le festività
Dal punto di vista clinico, questi risultati non indicano che il “giorno dopo le feste” sia pericoloso per tutti. Tuttavia offrono alcune indicazioni utili, soprattutto per le persone a rischio cardiovascolare:
- mantenere regolarità nell’assunzione dei farmaci
• evitare eccessi alimentari prolungati
• riprendere gradualmente ritmi di sonno e attività
• monitorare pressione e sintomi cardiaci
Questi dati sottolineano quanto fattori comportamentali e psicosociali possano influenzare il rischio cardiovascolare, oltre ai tradizionali fattori biologici.
Il messaggio più interessante della ricerca recente è che il cuore non risponde solo a colesterolo, pressione o genetica. È anche sensibile ai ritmi della vita quotidiana: lavoro, riposo, stress e cambiamenti improvvisi nella routine.
Le festività rappresentano momenti importanti di socialità e recupero psicofisico. Tuttavia, come suggerisce la letteratura emergente, il modo in cui torniamo alla normalità potrebbe avere un ruolo nella salute cardiovascolare.

