Perdita: una poesia sulle ferite invisibili, la fragilità e il dolore dell’abbandono
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Perdita: una poesia sulle ferite invisibili, la fragilità e il dolore dell’abbandono

Tra immagini quotidiane e ricordi, i versi raccontano il vuoto lasciato da un’assenza

La corazza che indosso ogni giorno non è poi così solida come sembra: è un guscio sottile, una
struttura fragile che purtroppo non mi protegge dalle antiche ferite, sottili e invisibili ma non per
questo meno dolorose.

https://www.youtube.com/watch?v=EBMjKy-RF9Y&list=RDEBMjKy-RF9Y&start_radio=1

Perdita

Tra strisce di cielo e ali di metallo
raccolgo minuscoli frammenti di sogno
e il mio giorno si inoltra pigro
nel palazzo azzurro della mia vita.
Oltre la strada verde di prato
un gregge di pensieri passa lento
e il mattino splende di pane e latte.
Nell’aria bianca di mughetto
l’abbandono improvviso
ha lo sguardo verde e crudele di un gatto
e il pomeriggio profuma di the e biscotti.
In un corridoio umido e oscuro dell’inverno
una voce melodiosa di rose rosse
conferma solenne la sentenza definitiva di una perdita
e la sera chiude inesorabile gli occhi
sulle finestre rotonde del mio piccolo mondo.

Immagine: Pelizza da Volpedo, Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa e l’altre fanno), 1895-
1898, GAM Torino: https://www.pellizza.it/lo-specchio-della-vita/

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Non Solo Contro

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Direttore responsabile: Nadia Bergamini

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