La compagnia aerea rinuncia alla nuova politica tariffaria dopo le polemiche: resta alta l’attenzione sui costi dei voli e sulla trasparenza dei prezzi
Chi prenota un volo vuole partire con una certezza: conoscere fin da subito il costo reale del proprio viaggio. Per questo motivo la decisione di Volotea di ritirare la cosiddetta "Fair Travel Promise" rappresenta una buona notizia per milioni di viaggiatori italiani ed europei.
L'11 giugno, Adiconsum e il Centro Europeo Consumatori Italia (CEC Italia) hanno accolto positivamente il passo indietro della compagnia aerea low cost, che ha deciso di abbandonare la politica commerciale che prevedeva la possibilità di applicare un sovrapprezzo ai biglietti già acquistati in base alle eventuali variazioni del costo del carburante.
Cosa prevedeva la "Fair Travel Promise" di Volotea
Presentata come una misura ispirata a principi di trasparenza e flessibilità, la policy aveva però sollevato numerose perplessità nel mondo della tutela dei consumatori.
Il meccanismo consentiva infatti alla compagnia di modificare il prezzo del volo anche dopo la conclusione del contratto di trasporto. I passeggeri avrebbero potuto ricevere comunicazioni a ridosso della partenza con richieste di integrazione economica legate all'andamento dei costi del carburante.
Una prospettiva che rischiava di compromettere uno degli aspetti più importanti nella scelta di un viaggio: la possibilità di pianificare il budget senza sorprese dell'ultimo minuto.
La decisione di Volotea arriva dopo l'avvio di un'istruttoria da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che aveva evidenziato possibili profili di scorrettezza nella pratica commerciale.
L'attenzione dell'Antitrust si è concentrata proprio sul tema della trasparenza del prezzo finale, elemento essenziale affinché il consumatore possa effettuare una scelta consapevole tra le diverse offerte disponibili sul mercato.
Adiconsum: "Il prezzo deve essere chiaro fin dalla prenotazione"
"Il ritiro della cosiddetta Fair Travel Promise rappresenta certamente un segnale positivo e va nella direzione di una maggiore attenzione alle regole di correttezza del mercato", ha dichiarato il presidente di Adiconsum, professor Giovanni De Cristofaro.
Secondo l'associazione, tuttavia, la vicenda non può essere considerata conclusa.
"La trasparenza del prezzo non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale della proposta contrattuale. Il consumatore deve conoscere, sin dal momento della prenotazione, il costo complessivo e definitivo del servizio, senza incertezze o ricalcoli successivi che alterino l'equilibrio informativo su cui si fonda la scelta di acquisto", sottolinea De Cristofaro.
Cosa cambia per i viaggiatori
Per chi organizza vacanze, weekend o trasferte, il ritiro della policy rappresenta un importante richiamo alla tutela dei propri diritti.
La vicenda conferma infatti quanto sia fondamentale leggere con attenzione le condizioni di vendita dei vettori aerei e poter contare su regole chiare e prezzi definitivi al momento dell'acquisto.
Adiconsum e CEC Italia evidenziano inoltre il ruolo strategico della collaborazione tra autorità nazionali e associazioni dei consumatori nel monitorare pratiche potenzialmente lesive, soprattutto in un mercato sempre più internazionale come quello del turismo e del trasporto aereo.
Turismo e fiducia: la trasparenza resta il vero valore
In un settore che vive di programmazione e fiducia, la certezza del prezzo è uno degli elementi che incidono maggiormente sull'esperienza di viaggio.
La scelta di Volotea di ritirare la "Fair Travel Promise" rappresenta quindi un segnale importante per tutto il comparto: innovazione e flessibilità commerciale non possono prescindere dal rispetto dei diritti dei consumatori e dalla piena trasparenza delle condizioni economiche offerte ai passeggeri.
Perché viaggiare sereni significa anche sapere, fin dal primo clic, quanto costerà davvero partire.