Gasolio, costi di produzione e squilibri nella filiera al centro del sit-in davanti a Palazzo Lascaris. Attese centinaia di agricoltori da tutto il Piemonte
Produrre cibo deve continuare a essere un’attività economicamente sostenibile.
È il nodo che Coldiretti Piemonte porterà davanti al Consiglio regionale con il sit-in in programma martedì 27 ottobre, dalle 13.30, a Palazzo Lascaris, a Torino. Secondo quanto annunciato dall’organizzazione, sono attese centinaia di agricoltori provenienti da tutte le province, insieme ai presidenti e ai direttori delle federazioni provinciali.
Una mobilitazione che punta a richiamare l’attenzione della Regione sulle difficoltà delle aziende e sulle conseguenze che la perdita di capacità produttiva agricola può avere per il territorio e i consumatori.
Costi di produzione e gasolio: la pressione sulle aziende
Al centro della protesta ci sono il costo del gasolio agricolo, le spese di produzione e la remunerazione del lavoro nei campi e negli allevamenti. Coldiretti denuncia una situazione ormai insostenibile e avverte del rischio di collasso dell’agricoltura piemontese.
Secondo l’indice Ismea, a settembre 2026 i prezzi dei mezzi correnti di produzione agricoli sono aumentati del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Per le coltivazioni l’incremento raggiunge l’11,9%, mentre il dato degli allevamenti registra una flessione del 2,3%: differenze che mostrano come le difficoltà assumano intensità diverse nei singoli comparti.
Per un’impresa agricola, l’aumento delle spese può ridurre le risorse disponibili per investimenti, manutenzione e innovazione. La possibilità di programmare il lavoro dipende anche dalla capacità di ottenere prezzi di vendita adeguati ai costi sostenuti.
Il nodo della grande distribuzione e del valore del cibo
Un altro fronte della mobilitazione riguarda i rapporti con la grande distribuzione organizzata. Coldiretti accusa la Gdo di esercitare un peso eccessivo sulle filiere, comprimendo i margini di chi produce.
La questione riguarda la distribuzione del valore lungo il percorso che porta il cibo dall’azienda agricola allo scaffale. Prezzi sostenibili per i consumatori e compensi adeguati per gli agricoltori sono due esigenze che devono trovare equilibrio: quando la produzione perde redditività, si indebolisce anche la possibilità di mantenere attive le aziende locali.
Le richieste alla Regione Piemonte
Durante il presidio saranno illustrati i punti prioritari e le richieste di Coldiretti Piemonte alla Regione, i cui contenuti dettagliati non sono anticipati nella comunicazione della manifestazione.
L’obiettivo dichiarato è difendere le imprese agricole piemontesi, il lavoro e i consumatori. Sullo sfondo c’è una questione che supera l’emergenza dei singoli bilanci: garantire continuità alla produzione alimentare e al presidio delle campagne, offrendo prospettive anche a chi vuole investire il proprio futuro in agricoltura.