La storica biblioteca della Città metropolitana cambia volto: nuovi spazi e sale studio mentre il patrimonio piemontese resta accessibile online durante i lavori
Ci sono momenti in cui persino i libri devono traslocare. Non per abbandonare la propria casa, ma per permettere alla casa di cambiare, crescere e prepararsi al futuro.
È quello che sta accadendo nel cuore di Torino, all'interno di Palazzo Cisterna, dove la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”, patrimonio della Città metropolitana di Torino, sta attraversando una delle trasformazioni più importanti della propria storia recente.
Il palazzo e la biblioteca sono infatti interessati da un significativo intervento di ristrutturazione e riqualificazione destinato non soltanto a rinnovare gli ambienti esistenti, ma anche ad ampliare gli spazi a disposizione del pubblico.
Una biblioteca che cresce insieme a Palazzo Cisterna
Il progetto guarda oltre il semplice recupero architettonico. La futura biblioteca avrà infatti nuovi ambienti, comprese sale studio destinate a un pubblico più ampio, rafforzando così il ruolo di Palazzo Cisterna come luogo di incontro fra patrimonio storico, ricerca e formazione.
Un passaggio particolarmente significativo in un'epoca nella quale le biblioteche stanno progressivamente cambiando funzione: non più soltanto luoghi nei quali conservare e consultare libri, ma spazi culturali capaci di favorire studio, confronto, socialità e trasmissione della conoscenza.
La Biblioteca “Giuseppe Grosso” custodisce proprio una parte importante della memoria documentaria del territorio piemontese. Riqualificarla significa quindi intervenire non soltanto su stanze, scaffali e impianti, ma sulle condizioni attraverso le quali quella memoria potrà essere conosciuta dalle nuove generazioni.
I libri negli scatoloni, in attesa della nuova casa
Durante le prime fasi del cantiere il personale ha cercato, per quanto possibile, di garantire l'accesso alla biblioteca e la continuità dei servizi.
L'avanzamento dei lavori ha però modificato la situazione. Le esigenze tecniche e di sicurezza non consentono più la permanenza del pubblico negli ambienti né l'accesso alle sale.
Gran parte dei volumi è stata quindi inscatolata e messa temporaneamente al riparo, in attesa di trovare posto nei nuovi ambienti.
Un'immagine che racconta bene questa fase di passaggio: una biblioteca apparentemente sospesa, con i libri lontani dagli scaffali, mentre intorno prende forma lo spazio destinato ad accoglierli nuovamente.
La memoria piemontese continua a vivere online
Le porte fisiche sono temporaneamente chiuse, ma una parte della biblioteca rimane raggiungibile attraverso il digitale.
Il patrimonio già digitalizzato consente infatti a studiosi, ricercatori, studenti e semplici appassionati di continuare a esplorare alcuni fondi e collezioni anche a distanza.
Una selezione dei materiali è disponibile gratuitamente attraverso la raccolta della Biblioteca “Giuseppe Grosso” su Internet Archive.
La digitalizzazione assume così un significato che va oltre l'emergenza determinata dal cantiere: diventa un secondo ingresso alla biblioteca, capace di superare i confini dell'edificio e rendere una parte della storia piemontese consultabile potenzialmente da ogni parte del mondo.
Suppo: «Terremo informati gli utenti»
Particolare attenzione viene riservata a chi utilizza abitualmente la biblioteca per ragioni di studio e ricerca.
«Sappiamo quanto sia importante, soprattutto per chi utilizza la biblioteca per attività di studio e ricerca, poter disporre di informazioni aggiornate – spiega il vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo –. Per questo abbiamo contattato gli utenti aggiornandoli sull'intervento di ristrutturazione e annunciando loro che li terremo informati sull'avanzamento dei lavori e sulle tempistiche previste per la riapertura».
L'obiettivo è mantenere il rapporto con quella comunità che negli anni ha fatto della biblioteca non soltanto un deposito documentario, ma un luogo vivo di ricerca.
«Anche durante questa fase di trasformazione – aggiunge Suppo – lavoreremo per mantenere il nostro patrimonio e le nostre attività il più possibile vicini alla comunità di studiosi, ricercatori e studenti che da sempre li valorizza».
Il 2027 e la nuova stagione culturale di Palazzo Cisterna
La data verso cui guarda il progetto è il 2027.
Palazzo Cisterna e la Biblioteca “Giuseppe Grosso” dovrebbero allora tornare pienamente a disposizione della comunità, trasformati in un polo culturale rinnovato e ampliato.
Ed è forse questo l'aspetto più interessante dell'intervento: restaurare un luogo storico senza trasformarlo semplicemente in una testimonianza del passato.
Perché il patrimonio culturale rimane davvero vivo quando riesce a essere frequentato, studiato, interrogato e persino reinterpretato.
Tra gli scatoloni che oggi custodiscono migliaia di pagine e le nuove sale che si preparano ad accoglierle c'è dunque qualcosa di più di un cantiere.
C'è l'idea che la memoria del Piemonte abbia ancora bisogno di spazio. E che una biblioteca storica possa continuare a raccontare il passato proprio aprendosi maggiormente al futuro.