Dom, 21 Giu, 2026

Torino

Torino 2006, la fiamma che non si spegne: a 20 anni dalle Olimpiadi e Paralimpiadi l’orgoglio dei volontari

Torino 2006, la fiamma che non si spegne: a 20 anni dalle Olimpiadi e Paralimpiadi l’orgoglio dei volontari

A vent’anni dalle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Torino 2006, l’emozione è ancora viva. Non è solo nostalgia: è orgoglio, è identità, è una promessa che continua. Nella sala panoramica al XV piano della sede della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra, si è celebrato un anniversario che parla di passione, impegno civico e trasformazione urbana.

Le XX Olimpiadi Invernali e le IX Paralimpiadi Invernali non sono state soltanto un grande evento sportivo internazionale. Sono state una svolta per Torino e per tutto il territorio metropolitano. Infrastrutture rinnovate, visibilità globale, nuova vocazione turistica e culturale: il 2006 ha segnato un prima e un dopo.

Ma il cuore pulsante di quell’impresa sono stati loro, i volontari.

Indossando ancora una volta le divise olimpiche e paralimpiche, stringendo tra le mani le fiaccole simbolo dei Giochi, amministratori e cittadini hanno fatto un tuffo indietro nel tempo. Un pomeriggio intenso, carico di ricordi, ma con lo sguardo rivolto al futuro.

L’evento, promosso dalla Città metropolitana di Torino insieme all’associazione Etica e Sport, ha riunito protagonisti istituzionali e organizzativi di quell’esperienza irripetibile.

Tra le testimonianze più attese, quelle di Valentino Castellani, presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici, e di Tiziana Nasi, alla guida del Comitato Paralimpico. A loro il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha consegnato una pergamena di riconoscenza per lo straordinario impegno profuso nella realizzazione di un evento che ha cambiato la storia della città.

Accanto a loro, altre figure chiave delle istituzioni piemontesi: Mercedes Bresso, presidente della Provincia di Torino dal 1995 al 2004 e successivamente della Regione Piemonte; Antonio Saitta, presidente della Provincia dal 2004 al 2014; Silvana Accossato, assessora allo sport e al turismo e anima del progetto “I Ragazzi del 2006”, che dal 1999 coinvolse 25.000 giovani in oltre 200 Comuni e Comunità Montane; Pierpaolo Maza, allora vicepresidente del Comitato organizzatore e oggi presidente di Etica e Sport; Luca Rolandi, protagonista della comunicazione di Torino 2006; Michele Calleri, presidente dell’associazione Volo2006 ODV, che continua a riunire centinaia di volontari impegnati nei grandi eventi sportivi in Piemonte e oltre.

Le loro parole hanno restituito il senso di una sfida collettiva vinta grazie alla collaborazione tra istituzioni, territorio e società civile.

Volontariato olimpico: una lezione di cittadinanza attiva

Il volontariato di Torino 2006 non è stato solo supporto logistico. È stato spirito di accoglienza, competenza, sacrificio, entusiasmo. Migliaia di persone hanno dedicato tempo ed energie per rendere perfetta la macchina organizzativa dei Giochi.

Molti di loro non si sono mai fermati. A vent’anni di distanza, quell’esperienza continua a generare valore. Le reti nate nel 2006 sono diventate associazioni strutturate, come Volo2006 ODV, capaci di intervenire in eventi sportivi nazionali e internazionali, mantenendo viva la cultura del volontariato sportivo.

Torino, grazie ai Giochi, ha imparato a credere nelle proprie capacità organizzative e nella forza della partecipazione collettiva.

L’impatto delle Olimpiadi Invernali su Torino e il Piemonte

Le Olimpiadi e Paralimpiadi Torino 2006 hanno trasformato il volto della città: riqualificazione urbana; potenziamento dei trasporti; valorizzazione delle montagne piemontesi; rafforzamento dell’immagine internazionale.

Il territorio metropolitano ha saputo capitalizzare quell’esperienza, facendo dell’evento sportivo un motore di sviluppo duraturo.

E oggi, mentre si guarda ai prossimi grandi appuntamenti internazionali, si accende una speranza: che i futuri Giochi Olimpici Invernali possano coinvolgere ancora una volta il territorio torinese, rinnovando quello spirito che vent’anni fa unì un’intera comunità.

Torino 2006: non solo memoria, ma futuro

Le foto di gruppo in divisa, le fiaccole sollevate al cielo, gli abbracci tra volontari e amministratori non sono state soltanto celebrazione. Sono state un impegno. Perché l’eredità di Torino 2006 non è fatta solo di impianti sportivi o infrastrutture. È fatta di persone.

È la storia di una città che ha saputo reinventarsi, di un territorio che ha creduto in un sogno olimpico e lo ha trasformato in realtà. E soprattutto è la storia di migliaia di volontari che, ancora oggi, portano nel cuore quella fiamma accesa nel 2006.

Una fiamma che continua a illuminare Torino.

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