Torino, SerD e Neuropsichiatria infantile alle Vallette: il PD chiede conto alla Regione
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Torino, SerD e Neuropsichiatria infantile alle Vallette: il PD chiede conto alla Regione

Pompeo e Valle presentano un’interrogazione sulla vicinanza dei servizi in piazza Montale. Tra le richieste, verificare il trasferimento della Neuropsichiatria nella Casa di Comunità di via Cigna

La riorganizzazione dei servizi sanitari alle Vallette approda in Consiglio regionale.

I consiglieri del Partito Democratico Laura Pompeo e Daniele Valle chiedono alla Regione Piemonte di chiarire le valutazioni che hanno portato a collocare il SerD e la Neuropsichiatria infantile nello stesso complesso sociosanitario di piazza Montale, a Torino. Al centro dell’interrogazione ci sono riservatezza, organizzazione degli accessi e adeguatezza degli spazi per utenze con esigenze differenti.

Il trasferimento del Servizio per le Dipendenze da corso Lombardia a piazza Montale 10 ha portato il presidio a pochi passi dagli ambulatori di Neuropsichiatria infantile, situati ai civici 12 e 14. Una scelta sulla quale i due esponenti dem sollecitano risposte, raccogliendo le preoccupazioni di residenti e famiglie riportate nella loro presa di posizione.

Accessi e riservatezza, le verifiche richieste dal PD

«Il punto non è mettere una struttura contro l’altra», precisano Pompeo e Valle. La questione sollevata riguarda le garanzie organizzative previste per tutelare sia le persone seguite dal SerD sia i bambini e gli adolescenti in cura presso la Neuropsichiatria.

I consiglieri chiedono dunque quali verifiche siano state effettuate sui percorsi, sugli ingressi e sulle possibili interferenze tra le attività. La vicinanza delle sedi, sostengono, richiede un’analisi puntuale delle condizioni di accoglienza e della tutela della riservatezza.

L’alternativa proposta: la Casa di Comunità di via Cigna

L’interrogazione indica anche una possibile soluzione: valutare lo spostamento della Neuropsichiatria infantile nella Casa di Comunità di via Cigna 74, già operativa nel Distretto Nord-Ovest.

Per il PD, la praticabilità dell’ipotesi deve essere approfondita sul piano tecnico, sanitario e logistico. Da qui la richiesta alla Regione di sollecitare l’Asl Città di Torino ad aprire un tavolo con Comune e Circoscrizione 5, per verificare una diversa collocazione che permetta di separare le attività.

Il nodo politico del coinvolgimento del territorio

La contestazione investe anche il metodo seguito per decidere il trasferimento. Pompeo e Valle ricordano che, nel marzo scorso, il Consiglio comunale aveva evidenziato come la Città avesse appreso dello spostamento in occasione di una riunione con la direzione generale dell’Asl del 31 ottobre 2025.

Per i due consiglieri, le scelte sui servizi territoriali devono prevedere un coinvolgimento tempestivo delle istituzioni locali, degli operatori e della comunità, accompagnato da informazioni sulle ragioni degli interventi e sulle garanzie per gli utenti.

Qualora l’alternativa di via Cigna risultasse impraticabile, il PD chiede di conoscere le misure di presidio e le modalità di gestione di accessi e orari adottate in piazza Montale. Alla Regione viene quindi chiesto di chiarire sia le motivazioni della scelta sia le condizioni organizzative previste per il funzionamento dei due servizi.

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