Una cerimonia commovente, un cielo terso e il profumo degli alberi appena piantati hanno fatto da cornice alla dedica dello spazio verde intitolato a Raffaele Terlizzi, presidente dell’Associazione Lucani “Orazio Flacco” di Borgaro Torinese, scomparso nel luglio 2025.
Un momento di grande emozione per l’intera comunità borgarese, che ha voluto rendere omaggio a un uomo che ha saputo unire, costruire e donare.
Un luogo di vita, amore e memoria
Il giardino, realizzato grazie all’impegno dei volontari dell’associazione e con il sostegno dell’Amministrazione, rappresenta oggi un simbolo di affetto e riconoscenza.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dal consigliere Peppuccio Insalaco, che ha curato l’allestimento insieme a Basilio e ai membri del direttivo.
Durante la cerimonia, Insalaco ha ricordato con parole toccanti: «Oggi inauguriamo uno spazio che non è solo fisico, ma simbolico: un luogo che rappresenta ciò che Raffaele è stato per noi tutti, una presenza luminosa, capace di far fiorire idee e di unire le persone. Come gli alberi che abbiamo piantato, anche lui ha messo radici profonde nei nostri cuori».
La benedizione di Don Alessandro: “Ha ascoltato la voce dello Spirito”
Il momento spirituale, guidato da don Alessandro, ha aggiunto un tono di intensa commozione.
Nel suo messaggio, il sacerdote ha ricordato Raffaele come «un uomo che ha saputo ascoltare l’impulso dello Spirito, scegliendo l’amore, l’impegno e la pazienza invece dell’egoismo e della pigrizia».
Durante la benedizione, i presenti hanno vissuto un silenzioso raccoglimento, in un’atmosfera di fede e riconoscenza.
Le parole di chi lo ha conosciuto: “Dimenticarlo sarà impossibile”
Maria Logrippo, vicepresidente dell’Associazione Lucani “Orazio Flacco”, ha ricordato il presidente con affetto: «Ricordare Raffaele è difficile, perché la sua presenza è ancora viva. È stato un presidente esemplare, un uomo di grande equilibrio, capace di unire e guidare con passione. Dimenticarlo sarà impossibile».
Il ricordo di Raffaele Terlizzi è vivo anche nel mondo della scuola. La dirigente scolastica Lucrezia Russo, dell’Istituto Comprensivo, ha sottolineato l’importanza del suo contributo culturale: «Con il concorso letterario Basilicata, ideato e promosso da lui, i nostri alunni hanno scoperto le radici e i valori della cultura lucana. Tutta la sua vita è stata una grande lezione di educazione civica»
Accanto a lei, la professoressa Amedea Bertello, referente storica del progetto, ha ricordato l’entusiasmo e la dedizione con cui Raffaele preparava ogni iniziativa, favorendo scambi culturali e momenti di crescita per gli studenti.
Tra i numerosi interventi, quello di Tommaso Villani, presidente della Pro Loco di Borgaro, ha commosso i presenti: «Lele, come lo chiamavamo tutti, era una presenza costante. Mi mancheranno le sue telefonate e la sua capacità di spronare. Aveva un’anima profonda, da ascoltare, e mancherà a tutta la città»
Il legame con la Federazione dei Lucani
Alla cerimonia presenti anche i rappresentanti della Federazione dei Lucani in Piemonte, tra cui Rocco Sabia, Vito Silea, Claudio Frontuto, Roberto Placido e Pietro Pittaro, che hanno voluto ricordare il contributo di Raffaele alla diffusione della cultura lucana nel Nord Italia.
Il nuovo presidente Pittaro ha sottolineato: «Raffaele era una persona mite ma determinata. Ha lasciato un’eredità preziosa: quella di credere nel valore dell’associazionismo, della cultura e delle radici».
A concludere la cerimonia, il sindaco Claudio Gambino che ha ringraziato tutti i volontari per l’impegno e ha ricordato Raffaele con profonda gratitudine: «Quando organizzava qualcosa, Raffaele curava ogni dettaglio con meticolosità. Era un uomo che si donava completamente. Per lui ogni lucano era famiglia, e ogni borgarese un amico. Oggi questo spazio verde è il suo abbraccio alla città»
Un’eredità che continuerà a fiorire
Nel silenzio finale, interrotto solo dal fruscio delle foglie, tutti i presenti hanno sentito che Raffaele Terlizzi è ancora lì, in quell'area verde che ora porta il suo nome.
Questo giardino non è solo un luogo di riposo, ma un simbolo vivo di comunità, cultura e amore per la propria terra.
Un luogo che, stagione dopo stagione, continuerà a ricordare un uomo che ha fatto della dedizione il suo modo di vivere e del servizio agli altri la sua più grande eredità.

