Ventiquattro ore di forte preoccupazione, tra caldo torrido, impianto di condizionamento fuori uso e blackout elettrici. Sono stati momenti difficili quelli vissuti nei giorni scorsi alla RSA Nuovo Baulino di Caselle Torinese, dove circa 120 anziani, molti dei quali fragili e non autosufficienti, hanno dovuto affrontare un'emergenza resa ancora più critica dalle temperature elevate che, a giugno, hanno raggiunto livelli insopportabili.
L'allarme è finito anche al centro della politica cittadina. I consiglieri comunali Andrea Fontana e Roberto Turletto (Caselle Futura) hanno presentato un'interrogazione urgente, denunciando una situazione nota da tempo: climatizzazione assente, personale sotto organico e, come ultimo problema, i continui blackout che hanno messo ulteriormente in difficoltà ospiti e operatori.
Il caldo manda in tilt i condizionatori, poi arrivano i blackout
Secondo quanto ricostruito, il primo guasto ha riguardato l'impianto di climatizzazione, proprio mentre l'ondata di calore investiva il Torinese. In attesa dell'arrivo del tecnico specializzato e soprattutto dei pezzi di ricambio necessari per la riparazione, la direzione della struttura ha cercato di limitare i disagi acquistando e installando diversi climatizzatori portatili, i cosiddetti "pinguini".
Una soluzione tampone che, però, ha avuto un effetto collaterale: il maggiore assorbimento di energia ha sovraccaricato l'impianto elettrico provocando una serie di blackout che hanno complicato ulteriormente la gestione dell'emergenza.
Per ore la priorità è stata garantire la sicurezza degli ospiti, mantenere la catena del freddo per farmaci e alimenti e assicurare l'illuminazione della struttura.
L'intervento della Protezione Civile
A fronte dell'emergenza è intervenuto anche il Comune. Il sindaco Giuseppe Marsaglia ricostruisce così quanto accaduto: «Nonostante la struttura sia privata, anche se convenzionata con il Comune per consentire ai cittadini di Caselle di beneficiare di rette agevolate, siamo intervenuti immediatamente con la Protezione Civile. Abbiamo fatto installare generatori di corrente per garantire la conservazione dei farmaci e degli alimenti, perché all'interno della RSA ci sono circa 120 persone anziane che dovevano essere tutelate».
Determinante anche il supporto della Protezione Civile di San Maurizio Canavese, che ha messo a disposizione una torre faro permettendo di non lasciare mai completamente al buio la struttura durante i blackout.
Il sopralluogo dei NAS
Nei giorni dell'emergenza è intervenuto anche il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei Carabinieri per effettuare un sopralluogo. Secondo quanto riferito dal sindaco, la relazione dei NAS non avrebbe evidenziato criticità sotto il profilo sanitario o gestionale, nonostante le difficoltà legate all'emergenza tecnica.
Nel frattempo il guasto è stato risolto con l'arrivo dei ricambi e il ripristino dell'impianto di climatizzazione. Oggi la situazione è tornata alla normalità.
Il sindaco risponderà in Consiglio comunale
La vicenda approderà comunque in Consiglio comunale a fine luglio, quando il sindaco risponderà ufficialmente all'interrogazione presentata dall'opposizione. «Purtroppo sono situazioni che possono accadere – conclude Marsaglia –. L'importante è affrontarle e gestirle nel miglior modo possibile, mettendo sempre al primo posto la sicurezza delle persone più fragili».
Nel documento presentato dai consiglieri Fontana e Turletto si chiede all'amministrazione comunale di chiarire tempi e modalità con cui intenda intervenire a fronte di una situazione definita ormai nota: dalla mancanza dell'aria condizionata al sotto organico del personale, fino ai blackout che hanno aggravato il disagio all'interno della struttura.
L'episodio riaccende così l'attenzione sulle condizioni delle RSA durante le sempre più frequenti ondate di calore estive, quando la continuità degli impianti di climatizzazione e delle forniture elettriche diventa un elemento essenziale per la tutela della salute degli ospiti più fragili.

