Adolescenti, smartphone e responsabilità degli adulti al centro della serata promossa dal Comune al Teatro Concordia
Chi sta crescendo i nostri figli? Fino a una decina di anni fa, la risposta sarebbe sembrata scontata: la famiglia, anzitutto. Poi la scuola, le parrocchie, gli oratori, gli scout e le associazioni sportive. Oggi il quadro è cambiato. Lo sanno bene genitori, educatori e insegnanti, chiamati ogni giorno a confrontarsi con l’universo degli adolescenti.
Da questo interrogativo è nata la serata promossa dall’amministrazione comunale di Venaria Reale, guidata dal sindaco Fabio Giulivi. Venerdì 23 ottobre, il Teatro Concordia ha accolto un pubblico numeroso per ascoltare Giuseppe Puonzo, giornalista, scrittore e direttore delle Comunicazioni sociali dei salesiani. Una partecipazione che ha confermato quanto il tema sia sentito sul territorio.
Giuseppe Puonzo, un ritorno a casa
Per Puonzo è stato quasi un ritorno a casa. Diciassette anni prima, da socio fondatore della Fondazione Via Maestra, aveva contribuito a presentare una delle prime stagioni del Concordia.
«Avevo 26 anni», ha ricordato, tornando a quell’esperienza e alla convinzione che l’educazione e la cultura condivisa potessero migliorare il mondo. Una fiducia rimasta intatta, anche dopo aver lasciato la città.
Il suo lavoro lo porta a osservare da vicino il rapporto tra giovani e social media. Lo fa senza cercare colpevoli e senza offrire ricette facili. Durante l’incontro ha chiarito di condividere gli interrogativi di tanti adulti sul peso crescente degli smartphone nella vita dei ragazzi. A guidarlo è anche l’esperienza quotidiana tra i giovani, nel solco del carisma di don Bosco.
Lo smartphone, una porta su altri mondi
Tra dati e riflessioni, Puonzo ha accompagnato il pubblico attraverso social media, algoritmi, fake news e ambienti digitali. Il punto di partenza è stato lo smartphone: per molti adulti resta soprattutto un telefono; per gli adolescenti è una porta d’accesso a relazioni, informazioni e mondi da esplorare senza uscire dalla propria camera.
Il sindaco Giulivi aveva introdotto proprio questo cambiamento. Un tempo i ragazzi si incontravano al campetto, frequentavano gli oratori e vivevano il quartiere. Oggi una parte crescente delle loro esperienze passa dagli schermi.
Per gli adulti, vederli a casa può diventare una rassicurazione ingannevole. La vicinanza fisica, infatti, non significa conoscere ciò che incontrano online.
Adolescenti e social: i dati presentati alla serata
Le cifre illustrate da Puonzo hanno suscitato attenzione e preoccupazione. Secondo i dati richiamati durante l’incontro, il 57% degli adolescenti si sente più a proprio agio sui social che nella vita reale.
Il web rappresenterebbe anche il primo punto di riferimento per cercare risposte ai propri dubbi. Seguono genitori, amici, intelligenza artificiale e insegnanti. In fondo alla lista, i libri.
Il tempo trascorso ogni giorno sui social è stato indicato in 4,8 ore, con una previsione di crescita fino a cinque entro la fine dell’anno. Ore dedicate a relazioni virtuali, giochi e informazione, in ambienti dove filtri e mediazioni possono mancare. Intanto, la profilazione degli utenti ne fa destinatari di pubblicità e proposte commerciali sempre più mirate.
Il fenomeno coinvolge anche gli adulti. Nel corso della serata è stato citato un altro dato: il 37% si informerebbe esclusivamente attraverso i social.
Ascoltare i ragazzi e rafforzare la comunità educativa
Le risposte non sono semplici. Durante l’incontro si è parlato anche dei divieti per i più giovani, una strada che deve però fare i conti con la loro capacità di aggirare blocchi e restrizioni.
Resta una responsabilità che gli adulti possono assumersi ogni giorno: non delegare alla rete il proprio compito educativo. Significa tornare ad ascoltare i ragazzi, dedicare loro tempo e mantenere viva la collaborazione tra famiglie, scuola e realtà del territorio.
Un impegno difficile, ma necessario. In gioco c’è la possibilità di accompagnare i più giovani verso una crescita serena, costruendo relazioni capaci di andare oltre lo schermo.