Ivrea si prepara ad accogliere una serata di alto profilo culturale dedicata alla storia del Canavese e alle radici identitarie del territorio. L’associazione CulturaIdentità Canavese promuove infatti l’evento “L’epopea del Conte Verde – una storia eporediese e non solo”, incontro che avrà come protagonista il Generale Bruno Pamfili, autore del libro “Avanti Savoia”.
L’appuntamento si terrà giovedì 28 maggio alle 19.30 presso le Cantine Morbelli (via Dora Baltea 20/A), e si propone come un’occasione di approfondimento storico e culturale attorno alla figura di Amedeo VI di Savoia, il celebre “Conte Verde”, personaggio centrale della storia medievale piemontese e sabauda.
Il Conte Verde e il legame con Ivrea
Nel corso della serata verrà approfondito il ruolo storico del Conte Verde, figura simbolo della dinastia sabauda e protagonista di una stagione di espansione politica e culturale che segnò profondamente il territorio piemontese. Amedeo VI di Savoia è ricordato anche per aver fatto costruire il celebre Castello di Ivrea dalle rosse torri, ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della città eporediese.
Grazie all’intervento di Pamfili, relatore di grande esperienza e autore del volume “Avanti Savoia”, il pubblico potrà ripercorrere vicende storiche che intrecciano identità locale, memoria storica e tradizione sabauda, in un racconto capace di andare oltre la semplice divulgazione storica.
A dialogare con l’autore sarà Andrea Cantoni, consigliere comunale di Ivrea.
Un evento culturale che guarda anche alla tutela del patrimonio
La serata non avrà soltanto una dimensione culturale. In collaborazione con gli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, durante l’evento sarà infatti promossa una raccolta fondi a favore della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri.
L’iniziativa sosterrà le opere di restauro dell’organo della Chiesa dei Santi Maurizio e Domenico di Ivrea, autentico gioiello del patrimonio artistico e religioso cittadino che necessita di interventi di conservazione e valorizzazione.
L’evento rappresenta quindi un significativo esempio di come la cultura possa diventare strumento concreto di tutela della memoria storica e del patrimonio artistico locale, coinvolgendo la comunità in un percorso condiviso di valorizzazione delle proprie radici.

