Ven, 3 Lug, 2026

Violenza sessuale a Porta Susa, arrestati i due presunti aggressori: decisiva l'indagine congiunta di Carabinieri e Polizia

Violenza sessuale a Porta Susa, arrestati i due presunti aggressori: decisiva l'indagine congiunta di Carabinieri e Polizia

Si è chiuso con due arresti il cerchio investigativo sulla brutale violenza sessuale denunciata lo scorso aprile nei pressi della stazione di Porta Susa. Nelle ultime ore è stato catturato anche il secondo uomo ricercato per la presunta aggressione ai danni di una donna di 52 anni, avvenuta nella notte del 20 aprile.

L'ultimo arresto è scattato nella notte il 20 giugno scorso a Bardonecchia, dove i Carabinieri della Compagnia Torino San Carlo e gli investigatori della Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato della Procura di Torino, con il supporto della Polizia di Frontiera, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino.

In manette è finito un 34enne di origine marocchina, senza fissa dimora, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale di gruppo. L'uomo è stato individuato dagli agenti della Polizia di Frontiera della Prima Zona Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, che hanno immediatamente allertato gli investigatori titolari dell'inchiesta. Dopo l'arresto è stato trasferito nel carcere torinese Lorusso e Cotugno.

Il presunto complice, un 40enne, anch'egli di origine marocchina e senza fissa dimora, era già stato rintracciato e arrestato alla fine di maggio a Chivasso, per poi essere condotto nel carcere di Ivrea.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso accertamenti tecnici e testimonianze, la sera del 20 aprile i due uomini avrebbero avvicinato una donna di 52 anni, residente in provincia di Cuneo, che si trovava in stato di ebbrezza all'interno della stazione di Porta Susa.

I due l'avrebbero poi accompagnata in un'area verde nelle vicinanze dello scalo ferroviario, dove si sarebbe consumata la violenza sessuale.

La vittima, successivamente soccorsa in ospedale, aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. Dopo le cure aveva sporto denuncia, consentendo l'avvio delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino e condotte congiuntamente dalla Sezione Operativa dei Carabinieri della Compagnia Torino San Carlo e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato.

Indagini rapide e collaborazione tra le forze dell'ordine

Gli investigatori sottolineano come la tempestiva denuncia della donna e la stretta collaborazione tra Carabinieri e Polizia di Stato abbiano permesso di identificare rapidamente i due presunti responsabili e di eseguire le misure cautelari nel giro di poche settimane.

L'inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Per entrambi gli arrestati, come previsto dalla legge, vale il principio della presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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