Mar, 12 Mag, 2026

Sanità Piemonte, guerra sui 209 milioni: opposizioni all’attacco “Tagli a welfare e trasporti per coprire il buco”

Dopo tre giorni di intense discussioni in Consiglio regionale e in commissione, questa mattina, giovedì 7 maggio, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato con 28 voti favorevoli e 13 contrari la legge sugli interventi urgenti in materia sanitaria.

Il provvedimento consente di coprire il "buco" di 209 milioni di euro legato alla maggiore spesa sanitaria attraverso una partita di giro che anticipa temporaneamente risorse provenienti da altri capitoli del bilancio regionale.

Una manovra che ha immediatamente acceso lo scontro politico tra centrodestra e opposizioni, trasformando il dibattito sul disavanzo sanitario in uno dei casi politici più caldi dell’anno in Piemonte.

Riboldi: “209 milioni in più per garantire i servizi sanitari”

A difendere il provvedimento è stato l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che ha rivendicato la scelta della Giunta Cirio di investire risorse aggiuntive rispetto al Fondo sanitario nazionale.

«Il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi» ha dichiarato Riboldi durante il dibattito in Aula sottolineando le misure adottate negli ultimi anni dalla Regione Piemonte: 4.200 assunzioni nel comparto sanitario; interventi per ridurre le disuguaglianze sociali; maggiore attenzione alle fragilità; investimenti per mantenere l’accesso alla sanità pubblica.

Riboldi ha poi attaccato indirettamente le precedenti amministrazioni di centrosinistra, citando la contestata delibera 1/600 della Giunta Chiamparino: «Se avessimo adottato provvedimenti drastici come avvenne con la delibera 1/600, che tagliò ospedali e servizi, avremmo aumentato il fronte di chi non può accedere alla sanità pubblica». 

Secondo la Regione, lo scostamento verrà coperto nel secondo semestre dell’anno attraverso successive operazioni di bilancio.

Pentenero (Pd): “Non è una soluzione, è un’emergenza”

Durissima la replica della capogruppo Pd in Consiglio regionale, Gianna Pentenero, che parla di una «emergenza finanziaria e sociale» e accusa la maggioranza di aver affrontato il problema solo dopo il richiamo del Ministero.

«In questi giorni abbiamo chiesto serietà e rispetto nei confronti dei cittadini piemontesi» ha dichiarato Pentenero, sostenendo che il provvedimento sia arrivato in Aula soltanto dopo l’intervento di Roma sul disavanzo sanitario 2025.

Per il Pd, il centrodestra non può più «scaricare le responsabilità» dopo sette anni di governo regionale. La capogruppo dem accusa inoltre la Giunta Cirio di coprire il disavanzo «attraverso prestiti e tagli veri ai servizi».

Corte dei Conti e conti sanitari: il nodo del deficit

Al centro delle critiche dell’opposizione ci sono anche le osservazioni della Corte dei Conti sulla variazione di bilancio.

Secondo Pentenero, la magistratura contabile avrebbe evidenziato: un peggioramento del quadro finanziario della sanità piemontesedisavanzi aumentati del 35% in tre anniaziende sanitarie con deficit raddoppiati; criticità nella programmazione regionale.

Numeri che, secondo le opposizioni, dimostrerebbero il fallimento della gestione sanitaria del centrodestra.

Le opposizioni denunciano i tagli a sociale, trasporti e università

Pd e Movimento 5 Stelle contestano soprattutto la provenienza delle risorse utilizzate per coprire il buco sanitario. Nel mirino finiscono: diritto allo studio universitario; trasporto pubblico locale; risorse idriche; politiche sociali; fondi per l’inclusione sociale, con circa 32 milioni di euro spostati verso la sanità.

Il Pd aveva presentato, insieme alle altre opposizioni, un ordine del giorno per chiedere garanzie sul reintegro delle somme sottratte agli altri settori, ma il documento è stato respinto dalla maggioranza.

M5S: “La destra usa forbici sui servizi”

Molto critica anche la posizione del Movimento 5 Stelle. I consiglieri Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio parlano di «vere e proprie sforbiciate» ai servizi pubblici.

Durante le dichiarazioni di voto, le opposizioni hanno mostrato in Aula grandi forbici colorate come gesto simbolico contro i tagli di bilancio.

Secondo il M5S, la Giunta Cirio starebbe cercando di coprire il disavanzo sanitario con «promesse e manovre improbabili» senza offrire reali garanzie sul recupero delle risorse.

AVS attacca: “Sistema Ponzi che sacrifica welfare e trasporti”

Ancora più duro l’intervento di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce la manovra della Giunta Cirio “un sistema Ponzi” costruito sottraendo risorse ad altri servizi pubblici per coprire il disavanzo sanitario. Secondo AVS, «la propaganda di Riboldi non cambia la realtà»: le spese sanitarie sarebbero ormai fuori controllo mentre le risorse regionali risulterebbero insufficienti.

L’opposizione punta il dito contro il Governo Meloni, accusato di sottofinanziare il sistema sanitario nazionale e di scaricare i costi sulle Regioni.

Per AVS, la strategia del centrodestra si basa su tagli “temporanei”  che, secondo il gruppo di opposizione, rischiano però di diventare permanenti.

AVS denuncia inoltre la bocciatura di tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, tra cui quelli destinati a: aumentare i fondi per la non autosufficienza; rafforzare i Serd contro le dipendenze, in particolare il crack; garantire contratti più equi nei servizi esternalizzati; programmare il personale delle Case della Comunità.

La maggioranza rilancia: “Più assunzioni e meno liste d’attesa”

Il centrodestra difende però compatto la manovra.

Per Marina Bordese, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, i 209 milioni rappresentano «un investimento per assicurare più prestazioni e servizi ai cittadini piemontesi».

Sulla stessa linea anche la Lista Civica Cirio Presidente guidata da Silvio Magliano, che rivendica: più personale sanitario; nuovi ospedali; riduzione delle liste d’attesa; stabilizzazione di 924 lavoratori; aumento delle prestazioni sanitarie rispetto agli anni post-pandemia.

La maggioranza insiste sul fatto che le riduzioni di spesa sugli altri capitoli siano soltanto temporanee e verranno ripristinate entro l’assestamento di bilancio.

Sanità Piemonte, lo scontro politico continua

La legge approvata oggi rappresenta solo il primo capitolo di una battaglia politica destinata a proseguire nei prossimi mesi.

Da una parte la Giunta Cirio rivendica un investimento straordinario per salvaguardare la sanità pubblica piemontese. Dall’altra le opposizioni parlano di un’operazione finanziaria fragile che rischia di scaricare il peso del disavanzo su scuola, welfare e trasporti.

Il prossimo banco di prova sarà l’assestamento di bilancio estivo, quando si capirà se le risorse spostate verranno realmente reintegrate oppure se i tagli denunciati dalle opposizioni diventeranno strutturali. 

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