Torino conquista le scuole italiane: la città sale tra le mete preferite per i viaggi d’istruzione
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Torino conquista le scuole italiane: la città sale tra le mete preferite per i viaggi d’istruzione

L’indagine Didatour 2026 racconta una nuova generazione di gite, dove esperienza, inclusione e qualità didattica contano quanto la destinazione

Non più soltanto Roma, Firenze, Venezia e le grandi città d’arte tradizionalmente protagoniste delle gite scolastiche. 

Nella geografia dei viaggi d’istruzione in Italia avanza Torino, che entra tra le destinazioni maggiormente richieste dagli istituti e conquista uno spazio crescente in un segmento turistico particolare ma strategico: quello delle scuole.

A fotografare questa tendenza è l’edizione 2026 dell’indagine “Turismo scolastico, strumenti e prodotti di supporto alla didattica”, promossa da Didatour in collaborazione con il Centro Studi de La Fabbrica.

Il dato rappresenta anche un riconoscimento della trasformazione turistica vissuta negli ultimi anni dal capoluogo piemontese. Torino riesce infatti a mettere insieme caratteristiche particolarmente adatte a una classe in viaggio: patrimonio storico, grandi musei, scienza, tecnologia, industria, architettura, memoria del Novecento e Residenze Sabaude, accompagnandole con laboratori e percorsi educativi capaci di andare oltre la tradizionale visita guidata.

Torino, una grande aula a cielo aperto

È probabilmente questo il punto di forza della città. A Torino una gita può trasformarsi facilmente in un percorso interdisciplinare.

La storia passa attraverso le piazze, i palazzi e il patrimonio sabaudo; l'archeologia e le antiche civiltà trovano uno dei loro riferimenti nel Museo Egizio; cinema e comunicazione incontrano la Mole Antonelliana; automobile, design e industria raccontano una parte fondamentale dello sviluppo economico italiano; scienza e tecnologia aprono invece la strada a laboratori e attività pensate per studenti di età differenti.

Il risultato è una destinazione che può essere costruita quasi “su misura” rispetto al programma scolastico. E proprio questa sembra essere una delle chiavi del nuovo turismo d’istruzione.

La gita cambia: non basta più “vedere” una città

L’indagine Didatour mostra infatti una trasformazione significativa nelle scelte degli istituti. La destinazione rimane importante, ma docenti e dirigenti cercano sempre più esperienze capaci di continuare fuori dall'aula ciò che viene affrontato sui libri.

Laboratori, attività pratiche, percorsi interdisciplinari e visite con un contenuto educativo riconoscibile acquistano quindi maggiore peso nella programmazione.

È un cambiamento che può favorire particolarmente Torino: una città dove l’offerta culturale non è concentrata esclusivamente sulla contemplazione del patrimonio, ma può essere declinata attraverso esperienze scientifiche, museali, tecnologiche e produttive.

Il viaggio d’istruzione diventa così meno “gita” e sempre più strumento didattico.

Turismo scolastico, un mercato che coinvolge quasi tutti gli istituti

I numeri restituiscono le dimensioni del fenomeno.

Nell’anno scolastico 2025-2026 il 99% delle scuole coinvolte nell'indagine ha organizzato almeno un’uscita didattica o un viaggio d’istruzione.

Il 75% ha proposto entrambe le formule, mentre il 22% si è concentrato esclusivamente sulle esperienze di una giornata.

Cambiano, naturalmente, le esigenze in base all’età. Per scuola dell’infanzia e primaria prevalgono attività giornaliere, laboratori e proposte semplici dal punto di vista logistico.

Nelle scuole secondarie di secondo grado crescono invece il peso delle visite aziendali, dell’orientamento e delle esperienze collegate al futuro formativo e professionale degli studenti.

Un altro terreno sul quale il patrimonio industriale, universitario, scientifico e tecnologico torinese può rappresentare un importante elemento di attrazione.

Inclusione e accessibilità diventano fattori turistici

C’è poi un aspetto destinato a incidere sempre maggiormente sulla competitività delle città: l’accessibilità.

Nella scelta di una destinazione vengono valutate con crescente attenzione la presenza di attività adattabili agli studenti con Bisogni Educativi Speciali o disabilità, l’accessibilità sensoriale e linguistica e persino la possibilità di rispondere alle differenti esigenze alimentari.

Non si tratta più di caratteristiche accessorie. Per le scuole, poter garantire la partecipazione dell’intero gruppo classe diventa uno dei criteri con cui selezionare strutture, musei, attività e destinazioni.

Il grande ostacolo resta il prezzo

Se Torino cresce nelle preferenze, la vera sfida per tutto il settore rimane però economica.

Secondo l’indagine, l’88% dei docenti considera l’aumento dei costi il principale ostacolo all’organizzazione dei viaggi d’istruzione.

Per i soggiorni di più giorni, il 56,3% degli istituti mantiene un budget massimo di 300 euro per studente, mentre soltanto una quota più limitata riesce a superare la soglia dei 500 euro.

Anche nelle uscite giornaliere i conti pesano: quasi un insegnante su due indica una spesa di circa 20 euro per alunno per le sole attività, trasporti esclusi.

Come sottolinea Angela Mencarelli, amministratrice delegata de La Fabbrica Società Benefit di Spaggiari, il viaggio d’istruzione viene ormai considerato parte del percorso formativo e valutato sulla capacità di generare apprendimento, partecipazione e inclusione, mantenendo però un costo sostenibile per le famiglie.

Per Torino una vetrina turistica che guarda al futuro

L’ascesa tra le destinazioni scolastiche ha un valore che supera il semplice numero di comitive in arrivo.

Il turismo scolastico è infatti una forma particolare di promozione territoriale: porta sul territorio migliaia di giovani che, spesso per la prima volta, scoprono una città attraverso i suoi musei, i monumenti, le piazze e la sua identità.

Per Torino significa anche avere la possibilità di presentarsi a una generazione di potenziali visitatori futuri.

La sfida sarà ora trasformare questo interesse in un vantaggio stabile, costruendo pacchetti sempre più accessibili, sostenibili e integrati tra musei, patrimonio sabaudo, scienza, industria, ambiente e territorio metropolitano.

Perché la nuova gita scolastica non cerca semplicemente una città da visitare. Cerca una città capace di insegnare qualcosa.

E Torino, sempre più, sembra avere le carte giuste per diventare una delle grandi capitali italiane del turismo scolastico.

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