Lun, 30 Mar, 2026

Centrale idroelettrica sull’Orco, agricoltori in allarme: “Rischio grave per l’acqua irrigua e per il futuro delle aziende”

Si accende il dibattito nel Canavese sul progetto di realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Orco, in località Spineto, nel territorio comunale di Castellamonte. Il Consorzio del Canale demaniale di Caluso ha espresso una netta opposizione all’intervento, ritenuto potenzialmente dannoso per l’approvvigionamento idrico destinato alle attività agricole.

A sollevare la questione è Lodovico Actis Perinetto, presidente del Consorzio del Canale di Caluso ed ex presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani Piemonte, che sottolinea i rischi concreti per il sistema irriguo storico della zona.

“L’acqua è un bene primario per le imprese agricole”

La posizione del Consorzio trova il pieno sostegno di Stefano Rossotto, presidente provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi.

Secondo Rossotto, il tema non riguarda una contrarietà allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma la necessità di tutelare una risorsa fondamentale per il comparto agricolo.

«Difendere l’acqua significa difendere le aziende agricole e l’intero sistema delle filiere produttive locali», evidenzia Rossotto, ricordando come il territorio sia già fortemente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici e alla crescente scarsità idrica.

In questo contesto, ogni scelta infrastrutturale dovrebbe garantire la priorità dell’utilizzo dell’acqua per la produzione alimentare.

Un’infrastruttura irrigua attiva da quasi cinque secoli

Il Canale di Caluso rappresenta una delle infrastrutture irrigue più antiche e strategiche del Piemonte. Attivo dal 1550, da quasi cinque secoli consente l’irrigazione di una vasta area del Canavese, sostenendo lo sviluppo agricolo e la stabilità economica del territorio.

Lo sbarramento sul torrente Orco, realizzato nei primi anni dell’Ottocento e successivamente adeguato nel 1940 con una struttura in cemento, è progettato esclusivamente per la derivazione delle acque a uso agricolo.

Alterarne il funzionamento — secondo Actis Perinetto — significherebbe compromettere un equilibrio delicato costruito nel tempo.

Il nuovo progetto ritenuto “ancora più critico”

Inizialmente la società proponente aveva previsto la realizzazione della centrale sulla sponda sinistra dell’Orco, nelle vicinanze della presa del Canale.

Dopo le proteste del mondo agricolo, è stata avanzata una seconda ipotesi progettuale che colloca l’impianto direttamente sullo sbarramento del Canale di Caluso.

Una soluzione che, secondo il Consorzio, aggraverebbe ulteriormente le criticità. «L’acqua verrebbe richiesta contemporaneamente per l’irrigazione e per la produzione energetica, con il rischio di turbinare anche quella destinata al deflusso ecologico», spiega Actis Perinetto.

Il timore: priorità all’energia a discapito dell’agricoltura

Le organizzazioni agricole temono che la gestione della risorsa idrica possa essere condizionata dalle esigenze della centrale idroelettrica.

Il rischio evidenziato è quello di non riuscire più a garantire una distribuzione equa dell’acqua tra gli agricoltori, con conseguenze dirette sulle rese produttive e sulla tenuta economica delle aziende.

«Si arriverebbe al paradosso — conclude Actis Perinetto — che un Consorzio nato per servire l’agricoltura si troverebbe a dover assicurare l’acqua a un impianto energetico».

La richiesta: stop al progetto o ritorno alla prima ipotesi

Il Consorzio del Canale di Caluso e Cia Agricoltori delle Alpi chiedono quindi di rinunciare alla nuova soluzione progettuale o, in alternativa, di tornare alla proposta iniziale sulla sponda sinistra del torrente, garantendo però tutte le necessarie tutele per le imprese agricole e per il territorio.

Il confronto resta aperto, ma nel Canavese cresce la mobilitazione del settore agricolo, determinato a difendere una risorsa ritenuta vitale per il futuro produttivo dell’area.

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