Non tutte le donne arrivano al parto con le stesse possibilità. In Italia, ancora oggi, l’accesso alla partoanalgesia – uno strumento fondamentale per affrontare il dolore del travaglio – può variare da ospedale a ospedale, creando differenze concrete nell’esperienza della nascita. In questo scenario, il modello attivato presso l’Ospedale di Ivrea rappresenta un cambio di passo importante: qui l’epidurale è garantita 24 ore su 24, trasformando un diritto spesso diseguale in una possibilità reale per tutte.
La presenza costante di un’équipe anestesiologica dedicata consente di offrire un’assistenza qualificata, sicura e centrata sulla persona, migliorando l’esperienza del parto e il benessere materno.
Cos’è la partoanalgesia e perché è importante per la salute materna
La partoanalgesia, più conosciuta come epidurale, è una tecnica che consente di alleviare in modo significativo il dolore durante il travaglio, senza interferire con il naturale svolgimento del parto. Dal punto di vista clinico, rappresenta un supporto prezioso non solo per contenere la sofferenza fisica, ma anche per ridurre lo stress emotivo che spesso accompagna questo momento.
Grazie alla riduzione del dolore, la donna può vivere il parto in modo più consapevole e partecipato, mantenendo un ruolo attivo durante tutte le fasi. Allo stesso tempo, la disponibilità della partoanalgesia contribuisce a migliorare la qualità complessiva dell’assistenza ostetrica e a garantire maggiore sicurezza nei casi più complessi.
Per molte donne, infatti, il parto è percepito come una delle esperienze più intense e dolorose della vita: poter contare su strumenti efficaci per il controllo del dolore significa affrontarlo con maggiore serenità, equilibrio e fiducia.
Il percorso: quando e come richiedere l’epidurale
All’interno del percorso nascita, il tema della partoanalgesia viene affrontato già durante il bilancio di salute previsto intorno alla 35ª settimana di gestazione. È in questo momento che la donna può confrontarsi con l’ostetrica ed esprimere la propria volontà rispetto all’utilizzo dell’epidurale, iniziando così un percorso informato e consapevole.
A seguire, entra in gioco l’équipe anestesiologica: il medico anestesista valuta l’idoneità clinica della paziente, fornisce tutte le informazioni necessarie sui benefici e sui possibili rischi della procedura e contribuisce a pianificare l’assistenza durante il travaglio. Si tratta di un lavoro di squadra che coinvolge più professionalità e che permette di costruire un percorso assistenziale su misura, garantendo al tempo stesso sicurezza, appropriatezza clinica e attenzione ai bisogni individuali della donna.
Nuova organizzazione e rafforzamento del servizio sanitario
Il servizio è stato ulteriormente consolidato con l’arrivo del nuovo Direttore di Anestesia e Rianimazione, il dottor Antonio Toscano, in collaborazione con il dottor Fabrizio Bogliatto, Direttore di Ostetricia e Ginecologia e del Dipartimento Materno Infantile.
Questa sinergia organizzativa rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra competenze anestesiologiche e ostetriche, elemento chiave per elevare gli standard di assistenza.
La Direzione Strategica dell’ASL TO4 guarda ora al futuro con un obiettivo chiaro: estendere il servizio di partoanalgesia anche agli altri Punti Nascita aziendali. In particolare, il progetto coinvolge l’Ospedale di Chivasso e l’Ospedale di Ciriè, in un percorso di potenziamento progressivo dell’offerta sanitaria.
L’iniziativa si sviluppa in stretta collaborazione con le strutture di Anestesia e Rianimazione, guidate dai dottori Carlo Frangioni e Marco Fadde, e punta a garantire un accesso sempre più equo a questa prestazione.
L’obiettivo è rendere la partoanalgesia disponibile su tutto il territorio aziendale entro il prossimo autunno, segnando un passo importante verso un modello di assistenza ospedaliera più umano, inclusivo e attento ai bisogni delle donne.
Sanità territoriale e umanizzazione del parto: una priorità crescente
L’estensione della partoanalgesia rappresenta un passo importante verso un modello di sanità sempre più orientato ai bisogni della persona. Garantire l’accesso equo a tecniche di controllo del dolore durante il parto significa migliorare la qualità della vita delle donne e promuovere un’assistenza ostetrica moderna, inclusiva e rispettosa.

