Giovedì 25 dicembre, alle 21.30, il Castello di Miradolo (San Seondo di Pinerolo) ospita uno degli appuntamenti culturali più attesi del Natale: il Concerto 2025, una produzione immersiva che unisce cinema d’autore, musica classica e nuove tecnologie sonore. Il progetto, intitolato Il Giudizio Universale, è firmato dal collettivo Avant-dernière pensée e intreccia il celebre film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini con un’inedita interpretazione del Requiem di Franz Liszt.
Un evento che trasforma il concerto tradizionale in un viaggio multisensoriale all’interno di dodici sale, tra immagini, suoni e spazio architettonico.
L'esecuzione si sviluppa come un percorso immersivo che coinvolge il pubblico in modo attivo. Dodici sale, 27 schermi e 40 diffusori audio costruiscono una narrazione corale, ironica e sospesa, in cui lo spettatore non è semplice osservatore ma parte integrante dell’opera.
Il dialogo tra immagini cinematografiche e tessuto sonoro dà vita a una lettura contemporanea del tema del giudizio, della responsabilità e dell’ipocrisia umana, elementi centrali tanto nel film quanto nella partitura musicale.
Il Giudizio Universale di De Sica: un film riscoperto
Uscito nel 1961, Il Giudizio Universale fu accolto con freddezza dal pubblico e dalla critica, ma è oggi riconosciuto come uno dei film più moderni e audaci del cinema italiano. Lo stesso Vittorio De Sica lo definì “uno dei più belli che ho fatto, uscito forse troppo presto”.
Il film racconta una Napoli improvvisamente messa di fronte all’annuncio della fine del mondo: alle 18 in punto, una voce divina proclama l’imminente giudizio. Ne nasce un mosaico di storie, interpretate da un cast straordinario che comprende Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Fernandel, Renato Rascel, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e lo stesso De Sica.
L’idea di Cesare Zavattini, concepita nel 1945, era quella di una confessione collettiva dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Ma la confessione fallisce: l’umanità, anche di fronte all’Apocalisse, cerca alibi invece che redenzione.
Il Requiem di Liszt in una nuova forma sonora
A dialogare con il film è il Requiem di Franz Liszt, presentato in una versione inedita per viola, violoncello, armonium ed elettronica dal vivo. La musica non accompagna semplicemente le immagini, ma le attraversa, le contraddice, le amplifica.
La partitura perde la sua monumentalità liturgica per diventare materia viva, intima e inquieta, capace di risuonare nello spazio e nel corpo dello spettatore.
Il progetto si inserisce nella tradizione del Concerto di Natale del Castello di Miradolo, inaugurata nel 2009, ma ne rinnova radicalmente il linguaggio. Musica, cinema e architettura dialogano in una forma espressiva contemporanea, dove la tecnologia diventa strumento poetico e non semplice supporto tecnico.

