Dodicimila volontari, 1.300 punti vendita e 560 organizzazioni partner per la raccolta del 14 novembre. Sotto i portici di via Po, 14 pannelli raccontano 30 di aiuto alle famiglie in difficoltà
La fragilità alimentare in Piemonte ha la dimensione delle oltre 111.000 persone sostenute dalla rete del Banco Alimentare, attraverso 560 organizzazioni partner. Un numero che restituisce la portata del bisogno intercettato sul territorio e dà un significato concreto alla prossima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, in programma sabato 14 novembre 2026. Dietro ogni prodotto donato ci sono persone e famiglie per le quali l’aiuto alimentare rappresenta un sostegno nella vita quotidiana.
A Torino, questa realtà entra nello spazio pubblico con “Piccoli gesti che cambiano il cuore”, la mostra inaugurata oggi, martedì 3 novembre, sotto i portici di via Po, nel tratto tra via Rossini e via Sant’Ottavio. Quattordici pannelli, tra fotografie e testi, ripercorrono trent’anni di Colletta Alimentare. L’esposizione resterà visitabile fino al giorno della raccolta nazionale.
Il bisogno oggi e i numeri della solidarietà in Piemonte
I dati diffusi dal Banco Alimentare del Piemonte descrivono una rete che coinvolge ogni anno circa 12.000 volontari in 1.300 punti vendita. Le donazioni contribuiscono al sostegno delle persone assistite dalle organizzazioni partner: una presenza capillare che collega supermercati, associazioni e comunità locali.
Le oltre 111.000 persone raggiunte dalla rete non rappresentano un censimento complessivo della povertà alimentare piemontese, ma indicano l’ampiezza delle situazioni di difficoltà alle quali il sistema di aiuto contribuisce a rispondere.
Il bilancio dell’ultima Colletta documenta anche una partecipazione cresciuta nel tempo. Nel 2025 sono state raccolte in Piemonte 691 tonnellate di alimenti, venti in più rispetto al 2024. Erano 594 nel 2023, 570 nel 2022 e 548 nel 2021.
Tra il 2021 e il 2025 la raccolta è quindi aumentata di 143 tonnellate, circa il 26%. Una crescita della generosità che misura la risposta dei donatori, senza consentire, da sola, di stabilire come sia cambiata nello stesso periodo la diffusione del bisogno.
A Torino trent’anni di Colletta diventano un racconto pubblico
La mostra di via Po porta questi temi in uno dei luoghi più attraversati della città. Il percorso propone tredici dimensioni della stessa esperienza, introdotte dalle parole “Colletta è…”, e affianca al racconto degli alimenti raccolti quello delle relazioni nate intorno alla donazione.
Condivisione, responsabilità, gratuità, fiducia, appartenenza e pace sono alcune delle parole che accompagnano le testimonianze. Al centro c’è l’incontro tra chi vive una difficoltà e chi sceglie di dedicare tempo o una parte della propria spesa agli altri.
In trent’anni questa esperienza ha coinvolto cittadini, famiglie, scuole, imprese, associazioni e istituzioni. Il suo valore sociale passa anche dalla capacità di rendere visibile un bisogno che può restare ai margini dell’attenzione quotidiana e di trasformarlo in una responsabilità condivisa.
«In trent’anni la Colletta Alimentare non ha solo raccolto cibo: ha coinvolto migliaia di cittadini in un gesto semplice e concreto», sottolinea Francesco Rondinelli, presidente della Fondazione Banco Alimentare del Piemonte. Un gesto che, osserva, sostiene chi è in difficoltà ed educa alla condivisione.
Colletta Alimentare 2026: come partecipare il 14 novembre
Sabato 14 novembre, nei supermercati aderenti, i volontari riconoscibili dalla tradizionale pettorina arancione inviteranno i clienti a donare una parte dei prodotti acquistati.
Gli alimenti saranno raccolti e successivamente distribuiti alle organizzazioni caritative, che li destineranno alle persone assistite. È il passaggio che collega la disponibilità del singolo cittadino al lavoro quotidiano delle realtà sociali presenti sul territorio.
L’appuntamento conclude un percorso per il trentennale che ha già compreso la raccolta straordinaria organizzata con la Juventus all’Allianz Stadium, durante la partita contro la Lazio del 18 ottobre, e il convegno del 20 ottobre al Sermig, con istituzioni, volontari, rappresentanti del mondo sociale e persone aiutate.
Nella notte tra il 13 e il 14 novembre anche la Mole Antonelliana si illuminerà di arancione, richiamando l’attenzione sulla Colletta. Un segnale nel panorama cittadino per ricordare una realtà che i numeri rendono evidente: in Piemonte l’aiuto alimentare coinvolge decine di migliaia di persone e richiede una partecipazione capace di durare oltre la singola giornata di raccolta.
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