La settimana che conduce al Consiglio comunale di lunedì 23 febbraio si preannuncia ad alta tensione. Il clima politico è in fermento e sul tavolo dell’aula consiliare approderà una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Luca Ferrero, titolare delle deleghe ad Agricoltura, Rapporti con i Consorzi Irrigui, Sistemi idrogeologici ed Ecologia.
Una vicenda che intreccia scelte amministrative e possibili profili di conflitto di interesse, destinata a infiammare il dibattito pubblico.
La delibera del 19 gennaio 2026
Per comprendere l’origine dello scontro politico occorre fare un passo indietro, alla seduta di Giunta del 19 gennaio scorso con la presa d'atto della delibera di istituzione dei nuovi distretti irrigui: Fontanile Cesali e Fontanile Gavo, entrambi situati nel territorio del Comune di Volpiano e posti in capo allo stesso ente.
La delibera prevede inoltre la richiesta di ampliamento del catastino irriguo, con l’inserimento dei comprensori sottesi all’utilizzo delle acque dei due fontanili, e l’attivazione delle procedure presso la Città Metropolitana di Torino e la Regione Piemonte per l’acquisizione della concessione in sanatoria.
Un atto tecnico, almeno in apparenza. Ma che, secondo le opposizioni, avrebbe implicazioni tutt’altro che neutre.
L’accusa di conflitto di interesse
I gruppi Cambiamo Volpiano e Gente di Volpiano puntano il dito contro l’assessore Ferrero. Il nodo è semplice quanto politicamente delicato: Ferrero, oltre al ruolo istituzionale, è anche imprenditore agricolo e proprietario di terreni nell’area interessata dai nuovi distretti irrigui.
Secondo le opposizioni, avrebbe dovuto astenersi dal voto.
A sollevare formalmente la questione è Antonietta Maggisano, che afferma: «È noto che l’assessore Ferrero svolga anche attività di imprenditore agricolo nel territorio di Volpiano. Questo elemento, letto insieme al contenuto della delibera, evidenzia quantomeno un possibile conflitto di interessi. La ridefinizione dei comprensori irrigui, infatti, stabilisce quali terreni potranno beneficiare delle nuove dotazioni d’acqua e in quale misura, con un impatto diretto sulla produttività agricola e sul valore economico delle proprietà coinvolte».
Il punto centrale, dunque, non è soltanto formale ma sostanziale: la ridefinizione dei comprensori irrigui può influire sul valore economico dei terreni e sulla loro produttività. Un aspetto che, in presenza di interessi privati diretti, impone - secondo le minoranze - un surplus di cautela istituzionale.
Silenzio dal Palazzo, attesa per il 23 febbraio
Dal Palazzo comunale, al momento, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali. L’Amministrazione ha rinviato ogni chiarimento alla seduta del 23 febbraio, quando la mozione di sfiducia verrà discussa in aula.
La questione si muove su un crinale delicato: da un lato l’esigenza di garantire lo sviluppo agricolo e una gestione più efficiente delle risorse idriche; dall’altro la necessità di preservare trasparenza e imparzialità nell’azione amministrativa, soprattutto quando interessi pubblici e privati rischiano di sovrapporsi.
Il Consiglio comunale si annuncia acceso. E, al di là dell’esito della mozione, il caso Ferrero apre una riflessione più ampia sul rapporto tra politica locale e interessi economici sul territorio.
Una riflessione che, a Volpiano, difficilmente si esaurirà in una sola seduta.

