Sab, 4 Lug, 2026

Caselle Torinese, la storica stazione della Torino-Ceres rinasce: completato il restauro esterno, ora il recupero degli interni

Caselle Torinese, la storica stazione della Torino-Ceres rinasce: completato il restauro esterno, ora il recupero degli interni

Dopo oltre vent'anni di abbandono e un lungo periodo segnato dal degrado, la storica stazione ferroviaria della linea Torino-Ceres torna finalmente a mostrarsi ai cittadini con il volto che aveva alle origini. Sono infatti terminati gli interventi di restauro delle facciate dell'edificio ottocentesco, dismesso dall'inizio degli anni Duemila in seguito all'interramento della ferrovia e alla realizzazione della nuova fermata sotterranea.

La vecchia stazione, inaugurata nel 1868 e tra le più antiche della linea Torino-Ceres, perse definitivamente la sua funzione ferroviaria con l'avvio dei lavori di interramento del tracciato nel 1999 e l'apertura della nuova stazione nel 2001. Da allora il fabbricato è rimasto inutilizzato, scivolando progressivamente in uno stato di forte degrado che per anni ha rappresentato una delle principali ferite urbane della città.

Un restauro conservativo nel pieno rispetto della storia

Quello realizzato non è stato un semplice rifacimento estetico, ma un accurato intervento di restauro conservativo eseguito sotto la costante supervisione della Soprintendenza.

Il colore delle facciate, i serramenti, gli elementi decorativi e gli stucchi in gesso ripropongono fedelmente quelli originali dell'edificio, frutto di uno studio storico e cromatico approfondito che ha permesso di restituire alla stazione l'aspetto che aveva oltre un secolo fa.

Sebbene sul lato di via Circonvallazione siano ancora presenti alcuni ponteggi, gli interventi esterni possono ormai dirsi sostanzialmente conclusi.

La seconda fase riguarderà ora gli ambienti interni, anch'essi soggetti a rigorosi vincoli di tutela. «Conclusi i lavori esterni, partiremo ora con il recupero degli interni, sempre sotto la supervisione della Soprintendenza», spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Stefano Sergnese.

Destinazione ancora da definire: l'ipotesi è un polo museale

Resta invece ancora aperto il capitolo relativo alla futura destinazione dell'edificio.

I vincoli imposti dalla Soprintendenza limiteranno infatti qualsiasi modifica sostanziale degli spazi interni, rendendo necessaria una funzione compatibile con le caratteristiche storiche dell'immobile.

«Ancora non sappiamo con precisione a quale utilizzo sarà destinata – afferma Sergnese – ma l'idea è quella di realizzare un polo museale».

Un'ipotesi più volte richiamata anche dal sindaco Giuseppe Marsaglia, che immagina la vecchia stazione inserita in un più ampio progetto di valorizzazione turistica capace di mettere in rete il centro storico di Caselle, la Reggia di Venaria e l'aeroporto, sfruttando la posizione strategica della città lungo l'asse ferroviario e turistico.

Un investimento vicino al milione di euro

Il recupero dell'edificio rappresenta uno degli investimenti più significativi degli ultimi anni sul patrimonio storico comunale.

L'intervento sfiora infatti il milione di euro, ai quali si aggiungono circa 300 mila euro destinati alla sistemazione dell'area del sopraferrovia, ormai anch'essa in fase di completamento.

L'opera prevede la realizzazione di una pista ciclopedonale e circa 70 nuovi posti auto, contribuendo a riqualificare l'intero comparto urbano nato dopo l'interramento della linea ferroviaria.

Il dibattito politico sul futuro della stazione

Sul futuro utilizzo dell'immobile interviene anche il consigliere comunale di Progetto Caselle 2027, Endrio Milano, che accoglie con soddisfazione il recupero dell'edificio ma rilancia il confronto sulle prospettive future.

«Finalmente dopo 25 anni possiamo ammirare in tutta la sua bellezza la nostra vecchia stazione», commenta Milano, che però si chiede quale sia stato il costo complessivo del lungo periodo di abbandono prima del recupero.

Milano propone due possibili destinazioni. La prima è quella di riportare l'edificio a svolgere una funzione ferroviaria, collegandolo mediante un breve raccordo alle scale di accesso ai binari della stazione sotterranea, sul modello di quanto realizzato presso la stazione dell'aeroporto. La seconda guarda invece alla valorizzazione culturale, inserendo il fabbricato nel progetto del costituendo Museo Ferroviario Diffuso Piemontese, iniziativa che punta a mettere in rete oltre 150 rotabili storici e 36 stazioni delle linee Torino-Ceres e Canavesana, insieme al museo ferroviario di Savigliano, trasformando un importante patrimonio storico e architettonico in un nuovo attrattore turistico per il Piemonte.

Secondo Milano, la maggioranza avrebbe respinto entrambe le proposte senza aprire un confronto politico, mentre il gruppo di opposizione chiede che sul futuro della stazione venga avviato un percorso partecipativo aperto ai cittadini, richiamando gli strumenti di consultazione e referendum previsti dallo Statuto comunale.

Un simbolo che torna a vivere

Al di là del confronto politico, il recupero della storica stazione rappresenta un segnale importante per Caselle Torinese. Per oltre due decenni quello che era stato uno dei simboli della città è rimasto chiuso, degradato e privo di una funzione. Oggi, grazie a un intervento che ha privilegiato il restauro filologico e la conservazione degli elementi originali, l'edificio è tornato a raccontare la propria storia.

Resta ora da scrivere il capitolo più importante: quello della sua nuova vita. Che sia un museo, uno spazio culturale o un nuovo punto di riferimento per il turismo locale, la sfida dell'Amministrazione sarà trasformare un edificio recuperato in un luogo nuovamente vissuto dalla comunità.

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