Sab, 14 Mar, 2026

Assolto l’attivista di Ultima Generazione che imbrattò il Supercinema prima del G7: “Riconosciuto il valore morale della protesta”

Alla vigilia del G7 su Clima, Energia e Ambiente ospitato alla Reggia di Venaria, che si è svolto tra il 28 e il 30 aprile 2024, un blitz dimostrativo aveva attirato l’attenzione sul tema della crisi climatica. Con un estintore caricato di vernice verde lavabile, Claudio Borsello, ingegnere 55enne, di Mappano e attivista del movimento Ultima Generazione, aveva imbrattato la facciata del Supercinema e un palo della luce dell'Enel, proprio all'ingresso di Venaria, sul quale aveva lasciato la scritta “No G7”.

Il gesto, era stato rivendicato immediatamente come azione di protesta non violenta, e portato Borsello di fronte alla magistratura. Come previsto dalla normativa sull’imbrattamento di beni pubblici, l’uomo aveva provveduto personalmente alla ripulitura completa della facciata e delle superfici coinvolte, eliminando ogni traccia della vernice lavabile utilizzata.

Il processo davanti al Tribunale di Ivrea

Il 3 marzo scorso, l’attivista è comparso davanti Tribunale di Ivrea per rispondere di quel imbrattamento e la difesa, guidata dall’avvocato Gianluca Vitale, ha basato la propria linea sulle caratteristiche dell’azione, ossia, la natura temporanea e reversibile dell’imbrattamento, l'assenza di danni permanenti al bene pubblico, la finalità chiaramente politica e non violenta e la collaborazione dell’imputato nel ripristino immediato dei luoghi.

Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza: Borsello è stato assolto. Il giudice ha integralmente accolto le richieste della difesa riconoscendo l’insussistenza penale per la condotta contestata alla luce delle circostanze e delle modalità dell’intervento.

Il caso Borsello si chiude dunque con un’assoluzione che non è solo un epilogo giudiziario, ma anche un precedente narrativo: un episodio in cui il diritto, la protesta civile e la questione climatica sono entrati in dialogo diretto, restituendo una sentenza che parla tanto di norme quanto di significati.

All’uscita dall’aula, l’attivista ha commentato positivamente la decisione: «Questa sentenza riconosce l’importanza delle azioni dirette non violente che portiamo avanti senza deturpare definitivamente i luoghi. Ringrazio i giudici per aver riconosciuto il valore morale del gesto compiuto per la giustizia climatica e il lavoro svolto dall’avvocato».

Raccolta fondi e iniziative per sostenere le spese legali

Per affrontare le spese legali del procedimento, Borsello e il suo gruppo hanno avviato una raccolta crowdfunding e annunciato un evento di solidarietà. Questa sera, giovedì 20 novembre, a Torino in via Mazzini, si terrà una cena aperta al pubblico, con la partecipazione di artisti e sostenitori. 
«L’offerta è libera – ha ricordato Borsello – e ogni contributo sarà utile».

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