Approvata la mozione del M5S, modificata dal Pd. Depetris attacca: «Misura estremista». Al centro della polemica auto, crociere e voli aerei, ma il voto non equivale a un divieto già operativo
La transizione ecologica passa anche dai cartelloni pubblicitari? A Rivoli la domanda è diventata un caso politico. Il Consiglio comunale ha approvato, con 14 voti favorevoli e quattro contrari, la mozione del Movimento 5 Stelle dedicata al divieto di pubblicità dei combustibili fossili e dei prodotti e servizi direttamente collegati. Identico risultato per l’emendamento intervenuto sul testo. Una scelta che ha aperto uno scontro tra maggioranza e opposizione sul confine tra tutela ambientale, comunicazione commerciale e sostegno al lavoro.
Il punto più controverso riguarda la possibilità di limitare la promozione di automobili, crociere e collegamenti aerei negli spazi pubblicitari comunali. Ma una distinzione è essenziale: l’approvazione della mozione non significa che queste pubblicità siano già vietate. Il percorso descritto dopo il voto prevede approfondimenti sulle possibilità di intervento dell’amministrazione e sui criteri applicabili agli spazi di propria competenza.
Depetris: una scelta contro interi settori economici
A contestare duramente l’iniziativa è Federico Depetris, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che nella nota diffusa il 29 ottobre definisce estremista la proposta originaria dei Cinque Stelle.
«Il Movimento Cinque Stelle ha proposto di vietare a Rivoli le pubblicità di auto, crociere e compagnie aeree perché usano combustibili fossili», afferma Depetris. Il consigliere richiama il peso occupazionale dei comparti coinvolti, indicando almeno 600 mila famiglie e circa due milioni di persone.
Il bersaglio politico è anche il Partito democratico, accusato di aver reso più accettabile il testo attraverso gli emendamenti, condividendone però l’impostazione. Per Depetris, il risultato resta «un brutto segnale» rivolto ai lavoratori dell’automotive, delle crociere e del trasporto aereo.
È una critica che porta al centro del dibattito una questione concreta: come accompagnare la transizione ambientale senza trasformare intere attività economiche in un bersaglio politico?
L’emendamento del Pd e la distanza tra proposta e applicazione
L’intervento del Pd ha orientato il documento verso una valutazione dell’uso degli spazi comunali e di possibili strumenti per favorire la sostenibilità. È su questo passaggio che si misurerà la portata effettiva della scelta: quali messaggi saranno interessati, con quali criteri e attraverso quali provvedimenti.
E' una differenza che conta. Un indirizzo politico, una verifica tecnica e una restrizione effettivamente applicabile sono passaggi distinti. Confonderli alimenta lo scontro, ma rende meno chiaro ai cittadini che cosa cambierà davvero.
Tutela dell’ambiente e lavoro: il confronto merita più degli slogan
La questione ambientale posta dalla mozione merita un confronto serio. Anche la destinazione degli spazi pubblicitari pubblici può esprimere le priorità di un’amministrazione.
Questo, tuttavia, non sottrae la proposta alle critiche. Limitare una pubblicità richiede obiettivi riconoscibili, criteri trasparenti e una valutazione degli effetti. Altrimenti il rischio politico è quello di affidare ai cartelloni una battaglia simbolica, lasciando sullo sfondo le scelte che incidono sulla mobilità quotidiana e sulle alternative disponibili per cittadini e imprese.
Anche l’argomento occupazionale va trattato con precisione: il numero dei lavoratori di un comparto ne dimostra la rilevanza sociale, ma non prova, da solo, quali conseguenze avrebbe una restrizione pubblicitaria locale.
L’illegittimità denunciata da FdI resta una contestazione
Depetris definisce inoltre «illegittimo» il possibile divieto di pubblicizzare un’automobile o un pacchetto vacanze negli spazi della città. È una valutazione del consigliere, che non può essere presentata come un accertamento giuridico.
Il nodo sarà il contenuto degli eventuali atti successivi: perimetro delle restrizioni, motivazioni, competenze e modalità di applicazione.
A Rivoli il voto ha dunque aperto una partita che va oltre i manifesti. La maggioranza dovrà spiegare come intende tradurre l’indirizzo ambientale in misure concrete; l’opposizione dovrà confrontarsi con quelle misure, distinguendo gli effetti dimostrabili dagli scenari evocati. Perché tra promuovere la sostenibilità e annunciare divieti, la differenza la fanno le decisioni scritte e i risultati verificabili.