Contro l’odio, contro l’indifferenza. E soprattutto a favore della memoria.
Quando a intonare le parole di una strofa di Marco Mengoni – «Credo negli esseri umani, che hanno il coraggio di essere umani» – sono i bambini della Scuola Romero, il significato va oltre la musica e diventa un atto collettivo di coscienza. È accaduto martedì, 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, trasformando un momento commemorativo in una profonda lezione civica e di pace per tutti i presenti, affinché l’odio non torni mai più a vincere nel presente.
Quelle note hanno aperto simbolicamente il passaggio di testimone delle “Guardie della Memoria”, un rito che da sei anni si svolge nel cortile della scuola e che nel tempo è diventato un appuntamento imprescindibile. Un gesto semplice ma carico di significato, racchiuso in un messaggio universale: non dimenticare chi ha perso la vita nei campi di concentramento.
L’iniziativa, articolata tra letture di poesie e testimonianze toccanti, è stata fortemente voluta dalla dirigente scolastica Anna Civarelli e dal corpo docente, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria delle atrocità della storia e contrastare ogni forma di discriminazione.
«Non è una giornata di festa, ma di commemorazione – ha spiegato la dirigente –. Questa iniziativa è un rito fatto di azioni, gesti e parole simboliche. Il passaggio di testimone tra la classe quinta e la prima rappresenta il nostro contributo alla comunità scolastica e alle famiglie: un gesto sentito, fatto con il cuore, nella speranza di non dimenticare mai e di non ripetere gli errori e gli orrori del passato».
La città, nel frattempo, si è unita coralmente al ricordo delle vittime della Shoah e all’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Numerose le iniziative dedicate agli studenti dell’Istituto Comprensivo 1 e 2 e del Liceo Juvarra.
Tra le più significative, il percorso delle “Pietre d’inciampo”, organizzato dall’ANPI cittadina, e l’evento al Visitor Center “Auschwitz dall’Alto”, che ha coinvolto i 296 Model e la compagnia teatrale I Retroscena nella realizzazione di un suggestivo video mapping.
«È il terzo incontro che organizziamo in città – ha dichiarato il sindaco Fabio Giulivi –. La Giornata della Memoria richiama il dovere di trasmettere ai giovani i drammi della Shoah, che non abbiamo vissuto direttamente ma che non possiamo permetterci di dimenticare. Custodire questa pagina di storia è una responsabilità collettiva, fondamentale per contrastare ogni forma di negazionismo».
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Ferrauto: «Il 27 gennaio non è solo una data sul calendario. La memoria va coltivata ogni giorno dell’anno. Come Amministrazione comunale abbiamo promosso diverse iniziative per favorire la riflessione tra i ragazzi. Negli anni sono stati piantumati tre ulivi nei plessi scolastici, simbolo di pace e fratellanza nella tradizione ebraica, e installata una targa in ricordo dei 300 militari deportati. Particolarmente emozionante è stata la cerimonia delle “Guardie della Memoria”, durante la quale i bambini hanno condiviso pensieri e testimonianze di grande profondità».
La Giornata della Memoria si conferma così un momento collettivo di responsabilità e consapevolezza. Un segno concreto che solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola e società civile è possibile costruire un futuro fondato sul rispetto dei diritti umani, sulla pace e sulla dignità di ogni essere umano.

