Caduta dei capelli in autunno: cause, alimentazione e quando rivolgersi al medico
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Caduta dei capelli in autunno: cause, alimentazione e quando rivolgersi al medico

Perdita stagionale o diradamento? Il ruolo dello stress, i limiti degli integratori e i segnali da approfondire per prendersi cura dei capelli

La caduta dei capelli può, in effetti, aumentare in alcuni periodi dell’anno, soprattutto tra la fine dell’estate e l’autunno. Si tratta di un fenomeno conosciuto, anche se i meccanismi che lo determinano non sono ancora del tutto chiariti. Non tutti, inoltre, ne sono interessati allo stesso modo.

Ogni capello segue un proprio ciclo di vita, alternando una fase di crescita a una di riposo, prima di cadere. Perderne circa 50-100 al giorno è generalmente normale. Quando la caduta diventa più abbondante, però, è importante capire perché.

Non sempre la causa è la stagione. Una perdita diffusa può comparire anche due-tre mesi dopo un periodo di forte stress, un’infezione con febbre elevata, un intervento chirurgico, un dimagrimento rapido o una dieta squilibrata.

In questi casi si parla di telogen effluvium: una condizione generalmente temporanea, nella quale un numero maggiore di capelli entra contemporaneamente nella fase che precede la caduta.

Diverso è il caso dell’alopecia androgenetica, legata soprattutto a fattori genetici e ormonali, che provoca un diradamento progressivo. Se la perdita persiste, compaiono chiazze prive di capelli oppure il cuoio capelluto è arrossato o dolente, è opportuno rivolgersi al medico.

Che cosa possiamo fare per prevenirla?

Partiamo dall’alimentazione. I capelli hanno bisogno di proteine, ferro e altri nutrienti. Una dieta varia ed equilibrata è quindi importante, mentre regimi alimentari troppo restrittivi e dimagrimenti rapidi possono favorire la caduta.

Attenzione anche agli integratori: ferro, vitamine e biotina non sono rimedi universali e andrebbero assunti quando esiste una reale indicazione. Anche il lavaggio frequente, contrariamente a quanto si pensa, non provoca di per sé la caduta: rende visibili i capelli che si erano già staccati dal follicolo.

E se i capelli continuano a cadere? Il medico può valutare la situazione e, quando necessario, richiedere esami mirati, come quelli per controllare le riserve di ferro o la funzione tiroidea. Alcune forme di diradamento possono beneficiare di trattamenti specifici, come il minoxidil, ma la terapia va scelta in base alla causa.

Una caduta stagionale tende a risolversi spontaneamente, mentre una perdita persistente merita di essere indagata.

Anche i capelli raccontano qualcosa della nostra salute. E il primo passo per prendersene cura non è acquistare un prodotto “miracoloso”, ma capire che cosa sta accadendo.

 

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