Riprese tra Piemonte e Friuli per il cortometraggio con Giuditta Niccoli. Ispirato al caso delle “indemoniate di Verzegnis, intreccia cinema dal vivo e stop motion
Il terrore ha il volto dell’autorità domestica, il silenzio di una casa isolata e una presenza che affiora dal bosco.
È su questa soglia, tra la violenza quotidiana e l’ignoto, che prende forma Verzegnis, il nuovo cortometraggio folk horror del regista torinese Daniele Nicolosi, con Giorgio Colangeli e Giuditta Niccoli protagonisti.
Scritto da Nicolosi insieme a Giampaolo Galli e prodotto da Aleo Film e Metropolis Film, il progetto porta sullo schermo una storia ambientata a metà Ottocento, scegliendo di affiancare alle riprese dal vivo l’animazione stop motion. le riprese in Piemonte sono iniziate il 17 ottobre per poi spostarsi in Friuli Venezia Giulia, nei territori che hanno ispirato il racconto.
Una casa sulle Alpi, un nonno violento e una presenza nel bosco
Al centro del film c’è Valeria, una giovane donna che vive isolata sulle Alpi orientali insieme al nonno Angelo, figura autoritaria e violenta. La sua esistenza si consuma in una quotidianità di sopraffazione, finché dal bosco comincia a manifestarsi una presenza misteriosa.
Da quel momento, il confine tra ciò che è reale e ciò che appartiene al soprannaturale diventa sempre più incerto. Il percorso di Valeria attraversa la paura, ma si lega anche alla possibilità di emanciparsi e ribellarsi.
È qui che si colloca il nucleo del progetto: utilizzare il linguaggio dell’orrore per raccontare una condizione di isolamento e dominio. Il soprannaturale entra in una storia nella quale la minaccia è già presente, concreta, dentro le mura domestiche.
Le “indemoniate di Verzegnis” e il silenzio imposto alle donne
L’ispirazione arriva dal caso delle “indemoniate di Verzegnis”, episodio della Carnia ottocentesca nel quale decine di donne furono considerate vittime di possessione demoniaca.
Nicolosi e Galli rielaborano questa vicenda attraverso un racconto che mette al centro la condizione femminile, la violenza e il silenzio imposto alle vittime. Il riferimento storico diventa così il punto di partenza per interrogare il rapporto tra superstizione, autorità e libertà individuale.
La cornice del folk horror, in cui paesaggio, credenze e isolamento alimentano la tensione, offre al film un terreno narrativo coerente con questi temi. Il bosco e l’ambiente alpino partecipano alla costruzione dell’inquietudine, mentre la storia di Valeria lega l’incubo a una domanda concreta: quale spazio resta alla ribellione quando la sopraffazione governa ogni giornata?
La stop motion per dare forma all’incubo
La scelta visiva più caratterizzante di Verzegnis è l’incontro tra live action e animazione stop motion, tecnica che costruisce il movimento attraverso una successione di immagini scattate fotogramma per fotogramma.
Nel cortometraggio, la stop motion sarà utilizzata per rappresentare la dimensione onirica e soprannaturale. Il passaggio tra i due linguaggi accompagnerà il progressivo slittamento dal realismo all’incubo, dando una forma visiva diversa a ciò che incrina la percezione della protagonista.
Una scelta che assegna all’animazione una funzione narrativa precisa: rendere visibile l’ingresso del perturbante nella storia.
Colangeli e Niccoli tornano a lavorare con Nicolosi
Per Daniele Nicolosi, Verzegnis segna l’esordio nel genere horror. Il regista torinese arriva da un percorso che comprende Scomparire, cortometraggio di fantascienza presentato al Trieste Science+Fiction, per il quale il materiale di presentazione segnala oltre settanta selezioni ufficiali e decine di riconoscimenti nei festival italiani e internazionali.
Il nuovo lavoro rinnova la collaborazione con Giorgio Colangeli, vincitore del David di Donatello, e Giuditta Niccoli, entrambi già diretti da Nicolosi. Completano il cast Demetra Bellina e Alice Piano.
Per Aleo Film, società bolognese fondata da Alessandro Leo, il progetto rappresenta un ulteriore investimento nel cinema di genere dopo il percorso festivaliero di SELFIE, opera horror di Giulio Manicardi.
Un cortometraggio che anticipa il lungometraggio
Verzegnis nasce anche come primo tassello di un progetto più ampio. Nicolosi, Galli, Aleo Film e Metropolis Film sono già al lavoro sullo sviluppo di un lungometraggio, del quale il corto costituirà il prequel.
La storia di Valeria introduce dunque un universo cinematografico destinato a espandersi: un Ottocento alpino attraversato dalla superstizione, dove l’orrore incontra la violenza del potere domestico e il desiderio di spezzarne il controllo.