“La risposta è nel vento” è il filo conduttore dell’edizione 2026: concerti, fotografia, danza e libri per riportare la cultura alla sua capacità di lasciare tracce
La risposta soffia nel vento, ma questa volta ha il suono del jazz.
L’Open Papyrus Jazz Festival 2026 torna a Ivrea scegliendo un titolo che è insieme citazione, dichiarazione d’intenti e presa di posizione: “La risposta è nel vento”.
Non soltanto una rassegna di concerti, dunque, ma una riflessione sul ruolo della cultura in un tempo in cui, secondo gli organizzatori, troppo spesso viene confusa con il semplice intrattenimento. L’idea è quella di una musica capace di fare ciò che Giorgio Gaslini chiedeva all’arte: “lasciare tracce”. Far pensare, provocare domande, assumersi una responsabilità sociale e persino politica.
Da Miles Davis a Charlie Parker, aspettando le notti al Castello
Dopo l’anteprima di giugno al Castello di Ivrea con la mostra fotografica “La solitudine dell’assolo” di Carlo Mogavero, accompagnata dalla danza delle scuole Arabesque e Baobab, il festival entra nel vivo giovedì 27 agosto al Moma.
Alle 18 Guido Michelone presenterà il libro Miles Davis. 65 vite dalla A alla Z, seguito dal concerto del Linea Quartet, con Aldo Mella, Manuel Pramotton, Davide Chioso e Mattia Barbieri.
Il 3 settembre allo Spritz sarà invece il momento dell’incontro fra jazz, fotografia e letteratura. Per i 50 anni della Red Records, Marco Pennisi presenterà la mostra Sounding Pictures, mentre Franco Bergoglio racconterà il suo libro Alla scoperta di Charlie Parker, con la partecipazione al contrabbasso di Veronica Perego.
Odwalla e Pieranunzi-Michisanti: il cuore musicale del festival
Il Castello di Ivrea diventerà il palcoscenico delle due serate principali. Venerdì 4 settembre alle 21.15 arriveranno gli Odwalla con The World Percussion and Dance: marimba, vibrafoni, batterie, percussioni, djembè e kora incontreranno la danza in un viaggio costruito sul ritmo e sulla contaminazione.
Sabato 5 settembre, sempre alle 21.15, spazio invece all’essenzialità e al dialogo con Enrico Pieranunzi e Federica Michisanti. The Art of the Duo metterà faccia a faccia pianoforte e contrabbasso, affidandosi alla sensibilità di due protagonisti del jazz italiano.
Due modi quasi opposti di raccontare la stessa musica: da una parte la forza collettiva e fisica delle percussioni, dall’altra l’intimità del duo.
Il jazz come atto di resistenza culturale
È proprio qui che l’edizione 2026 sembra trovare la propria nota più riconoscibile. “Resistere per esistere” è il messaggio che accompagna il festival: difendere una cultura che non abbia paura della complessità e che non si accontenti di riempire piazze o calendari, ma torni a interrogare chi ascolta.
L’Open Papyrus Jazz Festival è organizzato da Ivrea Jazz Club e Music Studio, con la direzione artistica di Massimo Barbiero.
I concerti del 4 e 5 settembre costano 18 euro, 15 euro per gli under 20; l’abbonamento alle due serate è di 30 euro. In caso di pioggia gli appuntamenti saranno trasferiti al Teatro Giacosa.
E se davvero, come suggerisce il titolo, la risposta è nel vento, a Ivrea per qualche giorno quel vento parlerà soprattutto la lingua del jazz.