Il telemarketing aggressivo continua a crescere e da semplice disturbo quotidiano rischia di trasformarsi in un fenomeno con forti implicazioni sociali ed economiche. A denunciarlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale per chiedere un rafforzamento concreto delle misure di tutela per anziani e cittadini fragili.
Chiamate insistenti e tecniche sempre più evolute
Secondo Pompeo, migliaia di persone ricevono ogni giorno telefonate commerciali non richieste, spesso provenienti da numerazioni falsificate o dall’estero. Un fenomeno che genera disagio, stress e insicurezza, ma che può nascondere anche veri tentativi di raggiro.
«Il telemarketing aggressivo non è più soltanto un fastidio – afferma la consigliera – ma una minaccia concreta per migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone fragili, che vengono raggiunti da chiamate ingannevoli e tecniche sempre più sofisticate».
Tra queste emergono spoofing e vishing, strumenti che consentono ai call center o ai truffatori di rendere credibili le telefonate, aumentando il rischio di sottoscrizioni non consapevoli o furti di dati personali.
Filtri tecnologici utili ma non sufficienti
Nonostante l’introduzione del filtro anti-spoofing da parte dell’AGCOM, che nel novembre 2025 ha bloccato milioni di chiamate al giorno, il fenomeno non sembra ridimensionarsi.
«Le telefonate indesiderate non sono diminuite – sottolinea Pompeo – ma oggi arrivano sempre più spesso da numerazioni estere. Questo dimostra che la barriera tecnica è utile, ma non basta: serve una protezione più vicina alle persone».
Il rischio maggiore riguarda chi ha minori competenze digitali e fatica a distinguere tra una proposta commerciale legittima e una possibile truffa.
Più assistenza e informazione sul territorio
Nell’ordine del giorno la consigliera evidenzia anche la necessità di aggiornare i materiali informativi del progetto regionale Digitalmentis 2025, ritenuti ormai insufficienti rispetto all’evoluzione del fenomeno.
«Credo che la Regione debba organizzare incontri divulgativi e costruire una rete di supporto reale, non solo digitale – spiega – potenziando l’assistenza diretta e l’alfabetizzazione digitale soprattutto per gli over 75».
Tra le proposte avanzate figurano la realizzazione di volantini informativi chiari sul Registro pubblico delle opposizioni, incontri pubblici con Corecom e associazioni dei consumatori, l’introduzione di un “facilitatore digitale itinerante” e la creazione di un fondo per fornire gratuitamente dispositivi di blocco delle chiamate alle persone più vulnerabili.
Fondi disponibili e responsabilità istituzionale
La Regione Piemonte dispone di oltre 715 mila euro destinati a iniziative per i consumatori. Secondo Pompeo queste risorse devono essere utilizzate con decisione per contrastare un fenomeno in crescita.
«La tutela dei cittadini è un dovere costituzionale e un atto di responsabilità politica – conclude – proteggere la sicurezza, la dignità e la serenità delle persone non è un dettaglio amministrativo, ma una scelta di civiltà».

