Contrastare lo spreco alimentare partendo dai bambini, trasformando la mensa scolastica in un luogo di educazione ambientale, responsabilità sociale e cittadinanza attiva. È questo l’obiettivo del progetto “Antispreco” avviato nelle scuole di Volpiano, iniziativa promossa nell’ambito del servizio di refezione scolastica e proposta da Euroristorazione.
Un progetto che va ben oltre il semplice recupero del cibo non consumato e che affronta uno dei temi più urgenti del nostro tempo: l’enorme quantità di alimenti che ogni giorno vengono sprecati mentre aumentano povertà, fragilità sociali e impatto ambientale.
Spreco alimentare e ruolo decisivo della scuola
Dietro ogni pezzo di pane buttato esistono acqua consumata, energia utilizzata, trasporti, lavoro umano e risorse naturali impiegate inutilmente. Ridurre lo spreco alimentare significa quindi diminuire la produzione di rifiuti, abbattere le emissioni legate alla filiera del cibo e promuovere un modello di consumo più etico e sostenibile.
Per questo la scuola assume un ruolo centrale: educare bambini e ragazzi al valore del cibo significa formare cittadini più consapevoli, capaci di comprendere il legame tra comportamenti quotidiani, tutela ambientale e giustizia sociale.
A Volpiano il progetto punta proprio a questo: creare una cultura del rispetto delle risorse attraverso gesti concreti e facilmente replicabili anche in famiglia.
Il cibo non consumato viene recuperato
Le attività hanno coinvolto le scuole primarie Ghirotti e Guglielmo da Volpiano, dove gli studenti hanno partecipato a incontri educativi guidati dalla dietista del servizio mensa. Durante i momenti formativi si è parlato di corretta alimentazione, sostenibilità e conseguenze ambientali dello spreco alimentare.
Al termine degli incontri sono stati distribuiti sacchetti riutilizzabili destinati al recupero del cibo non consumato — come pane, frutta e dessert — evitando così che alimenti ancora perfettamente integri vengano gettati via.
Un gesto semplice, ma dal forte valore educativo: il recupero del cibo diventa infatti un’abitudine concreta di responsabilità ambientale e rispetto delle risorse.
Anche le scuole dell’infanzia del territorio hanno aderito all’iniziativa. Alla scuola Acquerello la distribuzione dei materiali è avvenuta direttamente nelle sezioni, mentre alla scuola Arcobaleno il progetto è stato integrato in un percorso didattico dedicato all’ambiente e alla sostenibilità.
“Ogni pasto recuperato è un gesto di rispetto”
Per l’Amministrazione comunale il progetto rappresenta un investimento culturale ed educativo destinato ad avere effetti nel lungo periodo. Il sindaco, Giovanni Panichelli, sottolinea il significato sociale e ambientale dell’iniziativa: «Il progetto antispreco nelle mense scolastiche è un esempio concreto di educazione civica applicata alla vita quotidiana. Non si tratta solo di evitare che il cibo venga buttato, ma di insegnare ai ragazzi il valore delle risorse, del lavoro e della sostenibilità. Ogni pasto recuperato rappresenta un gesto di rispetto verso chi produce il cibo, verso l’ambiente e verso le persone che vivono situazioni di difficoltà. Iniziative come questa aiutano gli studenti a sviluppare maggiore consapevolezza e responsabilità, trasformando la mensa in un luogo educativo oltre che di condivisione».
Educare oggi per cambiare il futuro
Il progetto “Antispreco” lancia un messaggio chiaro: la sostenibilità non si insegna solo nei libri, ma attraverso comportamenti quotidiani e scelte concrete.
In un tempo in cui la crisi climatica impone nuovi modelli culturali e sociali, iniziative come quella avviata a Volpiano mostrano come anche una mensa scolastica possa diventare uno spazio di cambiamento, capace di trasmettere ai più giovani il valore della responsabilità collettiva.
Perché educare al non spreco significa educare al rispetto dell’ambiente, delle persone e del futuro.

