Ivrea, quando il gioco d’azzardo entra in famiglia: un laboratorio per riconoscere la trappola

Ivrea, quando il gioco d’azzardo entra in famiglia: un laboratorio per riconoscere la trappola

Una patologia che travolge conti e relazioni. SerD e Comune portano la prevenzione tra i cittadini con “Fate il Nostro Gioco”. Inaugurazione il 2 novembre in Sala Santa Marta

Il problema non finisce quando si spegne lo schermo o si lascia una sala da gioco. Può tornare a casa, sedersi a tavola, infilarsi nei conti da far quadrare. Una perdita da recuperare diventa il motivo per un’altra puntata. Il denaro impiegato nel gioco viene sottratto alle necessità quotidiane, il tempo alle relazioni. E chi sta accanto può accorgersi delle conseguenze prima ancora di riuscire a dare loro un nome.

Quando il gioco d’azzardo diventa patologico, la posta in gioco si allarga: riguarda la fiducia, la stabilità economica, la vita familiare. Per questo la prevenzione ha bisogno di uscire dai servizi sanitari e incontrare le persone nei luoghi della città, prima che il problema rimanga chiuso tra le mura di casa.

È la direzione scelta a Ivrea, dove dal 4 al 10 novembre arriva “Fate il Nostro Gioco”, laboratorio interattivo promosso dal SerD del Dipartimento Patologia delle Dipendenze dell’ASL TO4, in collaborazione con il Comune. L’inaugurazione si terrà lunedì 2 novembre alle 17 nella Sala Santa Marta. L’iniziativa è finanziata con fondi regionali per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo.

La speranza di rifarsi e i meccanismi che ingannano

Al centro del laboratorio c’è ciò che spesso resta fuori dalla promessa di una vincita: il funzionamento reale dei giochi, le probabilità, la distanza tra quello che una persona percepisce e quello che i numeri raccontano.

Esperimenti e simulazioni permetteranno ai partecipanti di confrontarsi con i meccanismi matematici e psicologici dell’azzardo. Un modo per interrogare anche convinzioni apparentemente innocue: l’idea di poter controllare l’esito, la sensazione che dopo una serie di perdite debba arrivare una vincita, la tentazione di continuare per recuperare quanto si è già speso.

«Con questo progetto – sottolinea la dottoressa Enrica Zanetto – vogliamo portare la prevenzione fuori dai servizi e renderla un’esperienza concreta, accessibile e coinvolgente. Parlare di gioco d’azzardo significa infatti parlare di probabilità, di percezioni, di meccanismi cognitivi e di consapevolezza delle proprie scelte».

La proposta nasce dall’esperienza del progetto di divulgazione “Fate il Nostro Gioco”: matematica e psicologia diventano strumenti per rendere visibile ciò che, mentre si gioca, può sfuggire. Capire quei meccanismi significa avere più strumenti per riconoscere il rischio.

Il costo che ricade sulle relazioni

C’è una parte del problema che non si misura soltanto in denaro. Sono le spiegazioni rimandate, le preoccupazioni condivise a metà, la fatica di un familiare che cerca di capire come intervenire. Il rischio è che la persona si chiuda e che chi le vive accanto rimanga solo con le proprie domande.

Portare il tema in uno spazio pubblico può aprire una possibilità diversa: parlarne prima, trovare parole per riconoscere una difficoltà, conoscere il ruolo dei servizi. La scelta di coinvolgere la cittadinanza dà alla prevenzione una dimensione sociale, nella quale anche la scuola, le famiglie e le istituzioni hanno una parte.

Una particolare attenzione è rivolta ai giovani, che il laboratorio punta a raggiungere attraverso un linguaggio partecipativo.

«Abbiamo accolto con interesse la proposta del SerD di Ivrea di organizzare in Sala Santa Marta il laboratorio “Fate il nostro gioco”, come occasione per sviluppare nella nostra comunità una maggiore consapevolezza e attenzione ai meccanismi su cui agisce il gioco d’azzardo, con un linguaggio coinvolgente e una modalità interattiva che riescono a parlare soprattutto ai giovani», commenta Patrizia Dal Santo, assessora con delega alle Politiche sociali.

«Come Amministrazione lo riteniamo un’azione particolarmente efficace di prevenzione che si affianca a quella quotidianamente svolta dai servizi della nostra ASL».

La prevenzione entra nella vita della città

L’appuntamento di Ivrea prosegue un lavoro che il Dipartimento Dipendenze conduce da tempo nel territorio dell’ASL TO4. Talk e workshop nelle scuole, spettacoli teatrali, conferenze e incontri nei comuni hanno affrontato il gioco d’azzardo con linguaggi differenti, cercando di raggiungere pubblici diversi.

Il laboratorio aggiunge la possibilità di sperimentare: mettersi davanti alle probabilità, osservare le proprie reazioni, discutere ciò che emerge. La collaborazione con il Comune amplia questo lavoro e mette in relazione servizi sanitari, mondo della scuola e cittadinanza.

Sul versante dell’assistenza, il SerD di Ivrea è inoltre capofila nella stesura del PDTA regionale dedicato al Disturbo da Gioco d’Azzardo, il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale. Un lavoro che punta a rendere più omogenei gli interventi e a definire percorsi condivisi, con il coinvolgimento di più competenze nella presa in carico.

Il filo che unisce questi interventi passa dalla possibilità di riconoscere un problema a quella di trovare aiuto. Perché quando l’azzardo occupa sempre più spazio nella vita di una persona, anche la risposta deve riuscire a farsi spazio: nelle scuole, nelle famiglie, nei servizi. A Ivrea, questa volta, comincia da un laboratorio aperto alla città.

 

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