Centinaia di manifestanti da tutto il Torinese al presidio di Coldiretti. Dieci richieste al Consiglio regionale, dai costi di produzione ai danni della fauna selvatica
Centinaia di agricoltori arrivati da tutta la provincia hanno manifestato ieri, martedì 27 ottobre, davanti al Consiglio regionale del Piemonte per chiedere interventi contro l’aumento dei costi e la riduzione dei margini delle aziende. Al termine del presidio organizzato da Coldiretti, dalla Regione è arrivato l’impegno a stanziare i primi 13 milioni di euro per attenuare il caro gasolio, insieme all’annuncio di tavoli di confronto sulle principali emergenze del settore.
Costi in aumento, ricavi insufficienti
Al centro della protesta, la distanza sempre più difficile da sostenere tra quanto costa produrre e quanto viene riconosciuto agli agricoltori. Gasolio, fertilizzanti ed energia assorbono risorse, mentre i prezzi pagati alle imprese agricole, denuncia l’organizzazione, non consentono di coprire adeguatamente le spese.
«Per le aziende agricole del Torinese la situazione sta diventando insostenibile», afferma il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici. «Al rialzo dei costi di produzione si aggiungono i prezzi troppo bassi che vengono imposti agli agricoltori dall’industria alimentare e dalla Grande distribuzione. La nostra agricoltura per produrre il nostro cibo spende al limite del collasso e non guadagna niente. Non si potrà andare avanti così».
Una pressione che, secondo Coldiretti, si traduce anche in carenza di liquidità e maggiori difficoltà nel sostenere gli oneri finanziari.
Gasolio e fertilizzanti, il peso dei rincari
A descrivere le dimensioni dei rincari sono i dati del Centro Studi Divulga richiamati dall’associazione: dall’inizio della guerra in Iran il prezzo del gasolio agricolo sarebbe praticamente raddoppiato. La media mensile di settembre 2026, riferisce Coldiretti, avrebbe superato anche il precedente massimo del giugno 2022, registrato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.
Per arare undici ettari, superficie indicata dall’organizzazione come dimensione media di un’azienda agricola torinese, la spesa aggiuntiva rispetto a febbraio sarebbe di circa 600 euro. I fertilizzanti, sempre secondo i dati citati, hanno superato gli 800 euro a tonnellata. In aumento anche i materiali, a cominciare dalla plastica.
Le dieci richieste alla Regione
Il presidio ha portato davanti al Consiglio regionale un documento con dieci priorità. La prima riguarda gli aiuti diretti per contenere il costo del gasolio, estendere il sostegno sui fertilizzanti a tutti i comparti e alleggerire il peso degli oneri finanziari.
La seconda chiede di riequilibrare i rapporti lungo le filiere, attraverso un confronto in Regione con la Grande distribuzione organizzata.
Siccità e calamità, chiesti invasi e assicurazioni
Sul fronte climatico, Coldiretti sollecita l’avvio della procedura per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e un piano di invasi multifunzionali, per affrontare la gestione dell’acqua oltre le singole emergenze. Chiede inoltre maggiori risorse per le polizze agevolate contro gli eventi avversi.
«Abbiamo bisogno di scelte politiche, anche locali, coraggiose e che guardino al futuro», sottolinea Mecca Cici, richiamando le difficoltà legate a siccità, eventi estremi, nuovi parassiti e malattie, insieme allo spopolamento delle campagne e alla riduzione dei servizi.
Dalle mense alla fauna selvatica
Le altre richieste riguardano la promozione di una sana alimentazione nelle mense pubbliche, tempi più ampi per l’adeguamento delle aziende zootecniche alle misure sulla qualità dell’aria e una sospensione delle relative sanzioni.
Nel documento anche la tutela dei terreni agricoli dal consumo di suolo, il rafforzamento del contenimento della fauna selvatica e una riforma del sistema venatorio regionale. Sui danni alle colture, l’associazione contesta il riconoscimento soltanto parziale degli importi periziati.
Completano le dieci priorità il sostegno agli investimenti per l’accoglienza dei lavoratori stagionali e la revisione delle fasce altimetriche e dei periodi consentiti per il pascolamento, alla luce delle mutate condizioni climatiche.
Gli impegni della Regione: primi 13 milioni
In chiusura della manifestazione, secondo quanto riferito da Coldiretti, il presidente del Consiglio regionale ha annunciato, oltre all’impegno sui 13 milioni, la volontà di convocare il tavolo delle filiere, un confronto con la Gdo per l’ortofrutta e il Tavolo verde.
Tra gli ulteriori impegni indicati figurano interventi per escludere i cibi ultraprocessati dalle mense pubbliche, rivedere le scadenze di adeguamento delle aziende zootecniche al Piano regionale per la qualità dell’aria, sostenere il comparto delle nocciole e alleggerire gli oneri finanziari delle imprese.
Gli annunci dovranno ora tradursi in provvedimenti, con tempi e modalità di attuazione. È su questo passaggio che si misurerà la risposta alle richieste portate in piazza dagli agricoltori.