Ci sono libri che scorrono tra le mani e tra le parole: una volta finiti, si chiudono, si ripongono nello scaffale o si regalano. E poi ce ne sono altri che restano. Ti si incollano addosso, ti entrano nelle vene e lasciano una traccia indelebile. Sono storie in cui ti ritrovi, che a volte riescono persino a rispondere a quella domanda che, da tanto — troppo — tempo, ti gira nella mente.
I libri che restano dentro
E poi ci sono quei libri che ti cambiano davvero. Cambiano il tuo modo di vedere le cose, di vivere le situazioni.
Cambiano il modo di pensare e di sentire. Sono libri che custodiscono un pezzetto di te, che riconosci senza alcuna fatica. A un certo punto te ne rendi conto: chiudi la pagina, chiudi gli occhi e pensi “ma questo sono io”. E capisci che quella storia non la stai solo leggendo: la stai vivendo.
Sono quei libri che porterai con te per tutta la vita, perché ti hanno fatto sentire meno solo, più vicino alla comprensione di quel grande punto interrogativo che, ogni tanto, riaffiora nella tua testa.
Per me leggere è questo: ritrovare un frammento di me stessa dentro i libri e vivere me stessa in modo diverso, riscoprendo ogni volta nuove sfaccettature, nuove emozioni.
Scrivere come scoperta di sé
Scrivere aggiunge un altro tassello a questa scoperta, una nuova consapevolezza.
Dalla mia testa, dal mio cuore, nascono emozioni che restano impresse e che verranno lette da qualcun altro. A volte fa paura, è vero. Ma a volte regala un senso di liberazione inspiegabile.
I libri liberano
Lo fanno in silenzio, senza chiedere permesso.
Liberano la mente quando è affollata, il cuore quando è stanco, l’anima quando ha bisogno di riconoscersi in qualcun altro.
Ogni pagina è una piccola fuga, ma anche un ritorno: a se stessi, a una verità che magari non sapevamo di cercare. E più leggi, più capisci che quella libertà non finisce con l’ultima riga. Resta dentro, pronta a farsi sentire ogni volta che ne hai bisogno.
Qual è il libro che ti ha liberato?

