Dom, 25 Gen, 2026

Agricoltura Torino 2025: clima estremo, costi in aumento e crisi globali frenano la produzione locale. Il report Coldiretti

Agricoltura Torino 2025: clima estremo, costi in aumento e crisi globali frenano la produzione locale. Il report Coldiretti

L’agricoltura torinese chiude l’annata agraria 2025 con un quadro economico complesso, segnato da cambiamento climatico, rincari produttivi e instabilità dei mercati internazionali. È quanto emerge dal Rapporto sull’economia agricola del Torinese 2025 presentato da Coldiretti Torino in occasione di San Martino, data simbolica di fine anno agricolo.

Agricoltura Made in Torino: un settore chiave per l’economia locale

Secondo Coldiretti, l’agricoltura non è un comparto marginale ma una filiera strategica che alimenta l’industria alimentare, la ristorazione, il turismo e la promozione territoriale.
Il direttore Carlo Loffreda sottolinea come la produzione alimentare torinese possa diventare un motore della nuova economia cittadina dopo il declino dell’automotive.

Imprese agricole in calo ma cresce la presenza di giovani e donne

In provincia di Torino le aziende agricole attive sono 11.094, in calo del 10% in dieci anni.
Tuttavia il settore evolve: oltre 30% delle aziende è guidato da donne e più del 40% da giovani under 40.

Un ricambio generazionale che indica vitalità nonostante le difficoltà strutturali.

Clima estremo e nuovi parassiti: la principale minaccia alla produzione

Il cambiamento climatico è il fattore più critico per l’agricoltura torinese nel 2025.
Tra gli effetti più impattanti evidenziati da Coldiretti: grandinate e bombe d’acqua su cereali e orticole; allagamenti e risemine forzate; scottature su frutta; invasione della Popillia japonica, che ha devastato vigne nel Canavese; diffusione di malattie come dermatite bovina e lingua blu.

La produzione locale risulta sempre più fragile anche per l’aumento dei costi di fertilizzanti e mangimi, influenzati dalle tensioni geopolitiche globali.

Zootecnia in ripresa: prezzi record per la carne bovina

Il 2025 ha registrato un forte aumento del prezzo dei bovini, dovuto alla scarsità di carne sul mercato e a un ricorso crescente alle importazioni (che coprono circa il 50%).
Il comparto vive una fase favorevole, pur con costi di gestione elevati.

Latte: il Piemonte conferma il suo peso economico

La produzione piemontese di latte vaccino resta stabile a 1,2 milioni di tonnellate, pari al 9% del totale nazionale. Torino e Cuneo rappresentano l’80% degli allevamenti regionali.
I prezzi si mantengono sopra i livelli del 2024, garantendo una buona redditività alle aziende lattiero-casearie.

Frutticoltura: buona qualità ma filiera troppo frammentata

Il caldo asciutto estivo ha aumentato la qualità della frutta piemontese, ma le piogge in fioritura hanno limitato le rese.
Coldiretti segnala problemi strutturali: eccessiva frammentazione dell’offerta e scarsa riconoscibilità del prodotto piemontese sui mercati.

Cereali: rese in calo e redditività insufficiente

Il comparto cerealicolo è quello che soffre di più: i cereali autunno-vernini sono stati penalizzati da piogge e mancata emergenza delle piante, mentre per i cereali primaverili si alternano eccellenze e insuccessi, spesso con margini insufficienti a coprire i costi di produzione.

Le quotazioni restano basse anche per effetto della speculazione sui mercati globali.

Annata positiva per il miele: riparte l’apicoltura piemontese

Dopo anni segnati da produzioni scarse, il 2025 vede finalmente una ripresa dell’apicoltura: le condizioni meteo hanno favorito le fioriture e permesso un incremento del raccolto.

“Conoscere l’economia agricola significa capire il futuro del nostro cibo”

Il presidente Bruno Mecca Cici richiama l’attenzione sulla necessità di sostenere le aziende agricole locali: se chiudono per costi troppo elevati o per i danni climatici, ne risente l’intera comunità.
La produzione locale di cibo diventa infatti decisiva per la sicurezza alimentare e per ridurre la dipendenza dalle importazioni.

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