La Nandina domestica è una pianta ornamentale originaria dell’Estremo Oriente, diffusa dall’Himalaya fino al Giappone. In Cina e Giappone è coltivata da secoli, considerata simbolo di buon auspicio e fortuna.
Fu introdotta in Europa nel 1804 dal botanico inglese William Kerr, che la portò a Londra dopo una spedizione nel Guangdong. Il nome scientifico fu attribuito da Carl Peter Thunberg, che ne latinizzò il nome giapponese nanten (o cinese nán-tiān).
Tossicità del Bambù sacro
Tutte le parti della Nandina contengono acido cianidrico, sostanza tossica se ingerita. Sebbene non sia letale per l’uomo, le bacche della Nandina domestica possono risultare pericolose per gatti e animali da pascolo. È quindi consigliato evitare che bambini o animali domestici le ingeriscano.
La Nandina è un arbusto sempreverde a portamento eretto e compatto, con forma arrotondata. Raggiunge in media 2 metri di altezza e 1,5 metri di larghezza.
I suoi steli sottili e legnosi ricordano quelli del bambù, da cui deriva il nome comune “Bambù sacro”.
Foglie e colori stagionali
Le foglie composte e lanceolate (lunghe fino a 10 cm) sono il tratto più distintivo della pianta.
Il fogliame cambia colore nel corso dell’anno: in primavera ha tonalità rosate o rossastre; in estate, verde o giallo-verde; in autunno e inverno, rosso intenso o porpora, che persiste fino alla primavera successiva.
In estate (luglio) la Nandina produce pannocchie terminali di piccoli fiori bianchi a stella.
In autunno compaiono i caratteristici frutti rossi sferici (8–10 mm di diametro), molto decorativi e persistenti fino alla primavera.
Coltivazione della Nandina domestica
La Nandina è una pianta ornamentale rustica che non richiede cure particolari.
Si adatta a quasi tutti i tipi di suolo, ma preferisce terreni di medio impasto, freschi, drenati e fertili. Da evitare il ristagno idrico, principale causa di marciumi radicali.
Predilige posizioni soleggiate o di mezz’ombra luminosa. All’ombra cresce bene ma fiorisce e fruttifica poco, mentre le foglie restano verdi senza assumere i toni rossi tipici.
Irrigazione
Per le piante giovani è necessario mantenere il terreno umido, senza eccessi. Mentre le piante adulte resistono anche brevi periodi di siccità.
La Nandina domestica resiste bene alle basse temperature e può essere coltivata in tutta Italia.
Il freddo accentua la colorazione rossa del fogliame, rendendola ancora più ornamentale nei mesi invernali.
Potatura della Nandina domestica
La Nandina non necessita di potature regolari.
È sufficiente eliminare, a fine inverno, i rami che hanno portato i frutti o quelli danneggiati.
Se la pianta si spoglia alla base, è utile una potatura di ringiovanimento in primavera (marzo–aprile), tagliando gli steli a circa 20–30 cm da terra per stimolare nuovi germogli.
Usi ornamentali ed ecologici
La Nandina domestica è ideale per:
- siepi sempreverdi e bordure;
- aiuole miste con altre piante ornamentali;
- coltivazione in vaso su terrazzi e balconi.
Le bacche rosse sono molto apprezzate dagli uccelli, che contribuiscono alla diffusione dei semi rendendola una pianta utile anche per la biodiversità.
Curiosità sulla Nandina domestica
In Giappone la Nandina è chiamata nanten, che significa “pianta che sposta le difficoltà”, ed è considerata un portafortuna.
Esistono oltre 65 cultivar, selezionate soprattutto in Asia, con varianti di colore e dimensioni ideali per giardini di ogni tipo.

