Sab, 13 Lug, 2024

Casa Riva e la sua misteriosa statua mutilata. Il progetto razionalista di Pogatschnig

Casa Riva e la sua misteriosa statua mutilata. Il progetto razionalista di Pogatschnig

Chi ha detto che un edificio debba essere maestoso ed imponente per rappresentare una testimonianza storica?

Talvolta anche una porta o un cancello che paiono apparentemente semplici, per non dire banali, racchiudono in sé molta più storia di quanta si possa immaginare.

Talvolta, invece, lo stesso portone o lo stesso edificio davanti ai quali passiamo o siamo passati più volte, o, ancora, la stessa piazza che attraversiamo abitualmente costituiscono quel luogo senza cui una parte di storia non ci sarebbe stata. Non è da escludere che si tratti di aspetti a cui non abbiamo mai fatto caso, oppure sui quali non ci siamo mai posti domande, pur avendone conoscenza.

Insomma, questo potrebbe essere quello che succede a Torino nel quartiere di Cit Turin passeggiando per via Talucchi, all’angolo con via Palmieri. A catturare l’attenzione non è certamente la struttura in sé, dal momento che non sembra presentare alcuna particolarità né spicca per eleganza. Però, se guardate bene, qualcosa di strano e anomalo effettivamente c’è.

Su un edificio, che probabilmente a molti non dice nulla a livello artistico e architettonico e che, per questo, ci lascia indifferenti, due statue, situate su due livelli diversi, non passano inosservate. Stando ad alcuni commenti, sono molti i passanti residenti della zona che con la coda dell’occhio hanno ancora l’impressione ed il sospetto di vedere due persone che si buttano da casa Riva.

casa riva

Vi starete chiedendo di cosa si tratta, o più precisamente quale sia la storia di casa Riva. Vi svelo che la casa e le statue ci raccontano la storia dell’Italia fascista, facendone una vera e propria sintesi silente ma affascinante, e della corrente architettonica che ad essa si ispira.

Infatti, se la costruzione dell’edificio è da collocarsi nel pieno sviluppo del periodo fascista, la statua collocata più in alto ne attesta in maniera abbastanza evidente la caduta.

Casa Riva fu costruita nel 1932, su un progetto di Secondo Riva. Commissionò l’edificio all’architetto Antonio Pogatschnig, che lo caratterizza di quello stile razionalista di moda tra gli anni Venta e Trenta del secolo scorso e che subì una revisione da parte del fascismo. Alla classicità originaria di tale corrente, infatti, si preferì uno stile che desse più spazio al razionale.

casa riva1

La storia delle statue, invece, si sposta in un’altra epoca. La loro costruzione da parte dello scultore, Umberto Baglioni, risale al 1936. Se il nome di Baglioni vi risulta famigliare, vi tolgo ogni dubbio, in caso contrario vi rivelo una curiosità: avete presente le fontane del Po e della Dora che accolgono i passanti, i quali, pur ben a conoscenza della loro esistenza, immancabilmente dedicano qualche secondo a quell’opera meravigliosa?

Ebbene, sì, l’artefice fu proprio lui, Umberto Baglioni, proprio in apertura degli anni Quaranta. Quando parlo del modo abbastanza evidente con cui la statua testimonia la caduta del regime fascista, mi riferisco ad un dettaglio fondamentale: la statua è senza un braccio, in particolare il braccio destro.

Mi verrebbe da definire l’opera d’arte di un’opera d’arte che segnala un periodo, la sua fine e l’inizio di un altro. È il 25 luglio 1943, è appena caduto il regime fascista di Benito Mussolini e nell’aria si respira speranza ma anche spirito di rivolta. Quest’ultimo sentimento viene manifestato soprattutto da alcuni ragazzini che vogliono definitivamente porre fine a quel periodo in tutti i sensi. Così, salgono sul tetto della casa e tagliano il braccio destra della statua: senza quel saluto romano per loro era ancora più bella!

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