La Sala Santa Marta di Ivrea ha fatto registrare il tutto esaurito per l’evento promosso da CulturaIdentità Canavese, che martedì 21 ottobre ha ospitato Gianluigi Paragone, noto giornalista, conduttore televisivo e già senatore della Repubblica.
La serata, dedicata alla riflessione sull’attualità e sull’identità culturale italiana, ha offerto al pubblico un intenso percorso tra storia, informazione e politica. Paragone, da sempre voce indipendente del giornalismo italiano, ha guidato i presenti in un confronto vivace sull’Italia di ieri e di oggi, con uno sguardo critico e propositivo verso il futuro.
«Siamo orgogliosi di portare a Ivrea una personalità del calibro di Gianluigi Paragone – hanno dichiarato i rappresentanti di CulturaIdentità Canavese –. Il nostro impegno per la città di Ivrea continua a crescere, con risultati importanti e un pubblico sempre più attento ai temi culturali».
Durante la serata è intervenuto anche Andrea Cantoni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: «Ringrazio CulturaIdentità Canavese per il grande impegno su Ivrea. Nonostante il sindaco Chiantore abbia definito il movimento un “fan club di Giorgia Meloni”, arrivando a negare il patrocinio comunale, resto convinto che la cultura sia una leva essenziale per il rilancio della città. Sono orgoglioso di contribuire all’organizzazione di serate come questa».
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali e regionali: il coordinatore provinciale Dario Noascone, il coordinatore regionale Fabrizio Bertot, l’assessore regionale Maurizio Marrone e la consigliera regionale Paola Antonetto, presidente della Commissione Cultura del Piemonte. Tutti hanno ribadito l’importanza di sostenere iniziative che valorizzino il territorio e la sua identità culturale.
La serata si è conclusa tra gli applausi del pubblico e i ringraziamenti agli organizzatori.
«Fare cultura – ha ricordato il coordinamento di CulturaIdentità – significa conoscere il passato per comprendere il presente e costruire le fondamenta del domani».

