Non è una mostra da osservare in silenzio: è un laboratorio che si rimette in moto, una bottega rinascimentale che respira nel cuore di Torino. Nelle sale storiche di Palazzo Barolo, Le Macchine funzionanti di Leonardo da Vinci non celebra il mito del Genio: lo smonta, lo ricostruisce, lo fa funzionare davanti ai nostri occhi.
Qui Leonardo da Vinci non è un’icona immobile da manuale scolastico, ma un progettista ostinato, un artigiano della conoscenza, un uomo che annota le spese quotidiane mentre immagina il futuro. «La sapienza è la figliola della sperienza» scriveva nei suoi taccuini: e mai citazione appare più pertinente di fronte a un percorso che restituisce centralità all’esperienza concreta, al gesto, al meccanismo che si attiva.
Oltre 50 macchine funzionanti: il laboratorio di Leonardo prende forma
Il percorso espositivo accoglie i visitatori con oltre cinquanta modelli funzionanti, fedelmente tratti dai Codici vinciani. Le macchine raccontano i grandi temi che hanno attraversato tutta la vita di Leonardo: il volo, la guerra, l’ingegneria civile, l’idraulica, la meccanica, l’anatomia.
Non si tratta di semplici ricostruzioni scenografiche, ma di dispositivi che evocano con impressionante lucidità invenzioni destinate a diventare realtà solo secoli più tardi: la vite aerea che anticipa l’elicottero moderno, il paracadute, il palombaro con guanto palmato e respiratore, il ponte girevole, la sega idraulica, il prototipo di carro armato, il battello a pale, il cuscinetto a sfera, l’elemento a catena che ancora oggi anima le biciclette.
Oggetti che nascono nell’ombra della bottega rinascimentale e finiscono per modellare il mondo contemporaneo.
Tra artigianato e tecnologia: la fedeltà storica come scelta culturale
Uno degli aspetti più convincenti della mostra è la rigorosa fedeltà storica delle ricostruzioni. Le macchine sono realizzate interamente a mano con materiali d’epoca – legno, cotone, ottone, ferro, corda – e rifinite con estrema cura artigianale. Parallelamente, l’elaborazione tecnica si avvale di strumenti digitali per calcolare proporzioni e meccanismi con precisione assoluta.
Ne scaturisce un dialogo coerente tra Rinascimento e contemporaneità: da un lato la manualità antica, dall’altro la tecnologia odierna che permette di comprendere fino in fondo la solidità progettuale leonardesca.
Particolarmente riuscita la sezione dedicata alla meccanica, dove alcune macchine sono interattive e possono essere azionate dal pubblico. Un gesto semplice ma potentissimo: toccare, muovere, osservare il funzionamento rompe il mito del Genio distante e restituisce Leonardo come uomo concreto, curioso, capace di tentare, sbagliare, correggere e immaginare.
Un progetto scientifico di alto profilo
La mostra è curata da Paolo Tarchiani e si avvale della collaborazione scientifica di Sara Taglialagamba, direttrice del Centre “Armand Hammer” per gli Studi su Leonardo presso l’Università della California, tra le massime studiose internazionali delle questioni leonardesche.
Il linguaggio espositivo è sobrio e accessibile: pannelli didascalici chiari, proiezioni video immersive e QR code consentono di approfondire i riferimenti ai Codici e di esplorare la tridimensionalità dei progetti. Il visitatore non è spettatore passivo, ma osservatore attivo, quasi apprendista nella bottega del maestro.
Un viaggio internazionale che approda a Torino
Prima di arrivare a Torino, le macchine di Leonardo hanno conquistato pubblico e critica nei principali musei del mondo: dall’Art Center di Vienna all’Art Center di Berlino, dal Memorial War Museum of Auckland al Museum of Science and Industry di Chicago, fino al Memorial War Museum of Korea di Seoul.
La storia dell’esposizione inizia tra il 1985 e il 1990, quando i primi modelli funzionanti nascono per scenografie ed esposizioni locali. L’interesse crescente porta alla creazione di un museo permanente a Venezia, nella Chiesa di San Barnaba, e a un lungo percorso internazionale che ha toccato Madrid, Vienna, Berlino, Chicago, Seattle, Auckland e prossimamente Dubai.
Un itinerario che dimostra come Leonardo continui a parlare al mondo attraverso la lingua più universale di tutte: quella della curiosità.
Info: dal 20 febbraio 2026 al 14 febbraio 2027 in via delle Orfane 7/A. Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00–19.00; chiuso il lunedì. Visite guidate su prenotazione per le scuole e, dal 1° marzo, ogni domenica alle ore 15.30 e 17. www.lamostradileonardo.com

