Sab, 4 Lug, 2026

Nomaglio restituisce un nome alla Storia: Guido Busca torna a casa grazie alla ricerca dei ragazzi di una scuola tedesca

Ci sono luoghi in cui la storia sembra lontana. E poi ci sono paesi come Nomaglio, poche centinaia di abitanti incastonati  sulle pendici del Mombarone nella Valle della Dora Baltea in Canavese, dove la memoria torna improvvisamente viva, assume un volto, un nome, una storia. Quella di Guido Busca, deportato nei lager nazisti e morto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ieri pomeriggio, venerdì 3 luglio,  il Salone dell'Ecomuseo dlla castagna si è trasformato in un luogo di riflessione collettiva, ospitando l'inaugurazione della doppia mostra "Il lager a due passi da casa" e "77696 – Guido Busca. Dal numero di matricola alla storia di una persona", un percorso espositivo che va ben oltre il racconto storico: è un atto di giustizia, una restituzione di dignità, un dialogo tra generazioni e popoli.

Il momento più intenso, però, non è stato rappresentato dalle autorità presenti, pur numerose, ma dai giovani. Perché questa storia è stata riportata alla luce da ragazze e ragazzi di una scuola di Eberbach, nel Baden-Württemberg, che insieme ai loro insegnanti hanno deciso di indagare la sorte di un uomo conosciuto soltanto attraverso un numero di matricola: 77696.

Da quel numero è riemersa una vita. Da un archivio è riemersa una persona. Da una ricerca scolastica è nata una lezione universale di memoria.

Quando la scuola costruisce la pace

La mostra rappresenta uno degli esempi più significativi di come la ricerca storica possa diventare educazione civica nel senso più autentico del termine.

Gli studenti tedeschi hanno scavato negli archivi, studiato documenti, ricostruito percorsi, confrontato testimonianze e riportato alla luce la vicenda umana di Guido Busca, restituendogli identità e storia dopo oltre ottant'anni. Un lavoro rigoroso, scientifico e profondamente umano, che assume un valore ancora più simbolico proprio perché nasce in Germania, nei luoghi dove il sistema concentrazionario nazista trovò una delle sue più tragiche espressioni.

È un messaggio potente.

Le nuove generazioni dimostrano che conoscere il passato significa assumersi la responsabilità del futuro.

Nomaglio, custode di una memoria che unisce l'Europa

L'iniziativa ha richiamato un pubblico numeroso e qualificato. Ad accogliere gli ospiti è stata la sindaca Ellade Peller, che ha voluto fortemente ospitare questa esposizione, confermando il ruolo della comunità di Nomaglio come presidio culturale capace di custodire la memoria storica.

Accanto a lei erano presenti numerosi sindaci del territorio, testimonianza di una partecipazione istituzionale ampia e sentita. Hanno preso parte alla cerimonia anche la consigliera regionale Paola Antonetto, la consigliera della Città Metropolitana di Torino Sonia Cambursano e il presidente provinciale dell'ANPI Nino Boeti, figure che hanno sottolineato come il ricordo della deportazione non appartenga al passato, ma rappresenti ancora oggi un fondamento della coscienza democratica.

Ma la vera protagonista è rimasta la storia di Guido Busca.

Dal numero alla persona

Le fotografie, i documenti, le mappe dei lager, gli oggetti ritrovati durante le ricerche archeologiche nei campi di concentramento, le testimonianze e le installazioni luminose accompagnano il visitatore in un percorso di forte impatto emotivo.

Non raccontano soltanto il sistema concentrazionario nazista. Raccontano soprattutto l'uomo. Il marito. Il padre. Il cittadino. Il resistente. Il deportato. L'essere umano che il regime aveva tentato di cancellare riducendolo a un numero.

E proprio quel numero, 77696, diventa oggi il simbolo della vittoria della memoria sull'oblio.

Una lezione per tutta l'Europa

L'aspetto più straordinario di questa iniziativa è il dialogo che riesce a costruire.

Da una parte un piccolo Comune del Canavese. Dall'altra una scuola tedesca. Nel mezzo una storia che appartiene all'intera Europa.

Le immagini esposte dimostrano come la ricerca storica non sia un esercizio accademico, ma un percorso capace di generare consapevolezza, responsabilità e pace.

È il volto migliore dell'Europa: quella che non cancella il passato, ma lo studia; non dimentica le vittime, ma restituisce loro dignità; non alimenta divisioni, ma costruisce ponti attraverso la cultura.

La memoria che diventa responsabilità

Uscendo dalla mostra rimane una sensazione precisa: Guido Busca è finalmente tornato a casa. Non fisicamente, ma nella memoria della sua comunità.

Grazie al lavoro di giovani che non lo hanno mai conosciuto, oggi il suo nome torna a vivere nel luogo da cui era partito e dove il tempo sembrava aver cancellato ogni traccia.

È questa la forza della cultura quando incontra la ricerca storica. È questa la missione della memoria: non conservare soltanto il ricordo, ma trasformarlo in coscienza civile.

E in un tempo in cui l'Europa è chiamata ancora una volta a interrogarsi sul valore della pace, iniziative come quella di Nomaglio dimostrano che la storia non appartiene ai libri. Appartiene alle persone.

E finché ci saranno giovani capaci di cercare un nome dietro un numero, nessuna vittima sarà davvero dimenticata.

La mostra è visitabile fino al 31 agosto nel Salone dell'Ecomuseo (via Teitale 1) a nomaglio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12; il sabato e la domenica dalle 16,30 alle 18,30 con la presenza di Ferdinando, nipote di Guido Busca.

Nomaglio, Guido Busca, Lager nazisti, Deportazione, Seconda Guerra Mondiale, Memoria, Shoah, Resistenza, Ecomuseo Nomaglio, Canavese, Ivrea, Ellade Peller, Paola Antonetto, Sonia Cambursano, Nino Boeti, ANPI, Eberbach, Germania, Cultura, Storia, Mostre, Piemonte, Memoria storica, Giovani, Scuola, Europa, Ricerca storica, Baden-Württemberg, Deportati italiani, Diritti umani.

Image

Torino e area metropolitana

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Per la pubblicità

ABC Marketing e Comunicazione 
P.I. 124160015

abc.marketing.comunicazione@gmail.com

 Tel.: 3935542895 - 3667072703