La donazione di sangue, plasma e organi non rappresenta soltanto un gesto sanitario, ma un vero e proprio atto di civiltà capace di salvare vite ogni giorno. È da questa consapevolezza che nasce l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte, con l’obiettivo di rafforzare la cultura del dono e sostenere un sistema sanitario sempre più efficiente, umano e vicino ai cittadini.
A sottolinearne il valore è Marina Bordese, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, che evidenzia come la generosità dei donatori costituisca un pilastro fondamentale per garantire cure salvavita a migliaia di persone. «La donazione non è solo una procedura sanitaria — spiega — ma una forma concreta di solidarietà nazionale che deve diventare sempre più strutturata, moderna e diffusa».
Una leva strategica per la qualità delle cure
L’ordine del giorno si inserisce nel percorso di riforma della sanità regionale, orientato a ridurre gli sprechi e a reinvestire le risorse nella qualità dell’assistenza. In questo scenario, promuovere la donazione significa rafforzare la prevenzione, migliorare l’accesso alle terapie e garantire tempestività negli interventi clinici.
Il Piemonte può già contare su una rete trasfusionale di eccellenza e su un tessuto associativo capillare che rappresenta un patrimonio insostituibile per il territorio. Tuttavia, la sfida oggi è duplice: valorizzare la donazione associata, anonima e gratuita — cuore pulsante del sistema — e allo stesso tempo rinnovare linguaggi e strumenti per coinvolgere le nuove generazioni.
Campagne digitali, tecnologie innovative e programmi educativi mirati possono contribuire a trasformare la cultura del dono in un valore condiviso fin dalla giovane età, favorendo una maggiore consapevolezza sanitaria e sociale.
Informazione e scelta consapevole: il ruolo dei Comuni
Un punto centrale della proposta riguarda la collaborazione con enti locali e territori per rendere l’informazione sulla donazione più capillare ed efficace. L’attenzione si concentra in particolare sulla formazione degli operatori degli Uffici Anagrafe, chiamati a svolgere un ruolo chiave nel momento del rilascio o rinnovo della Carta d’Identità Elettronica.
Garantire ai cittadini informazioni corrette e complete sulla possibilità di esprimere la propria volontà in merito alla donazione di organi e tessuti significa favorire scelte libere e consapevoli, rafforzando al tempo stesso il sistema sanitario regionale.
«Solo attraverso una vera sinergia tra istituzioni, associazioni e comunità locali — sottolinea Bordese — sarà possibile mantenere e migliorare un modello sanitario che coniuga efficienza organizzativa e profonda attenzione alla dimensione umana della cura»
Donare per vivere: un gesto che unisce salute ed empatia
Dietro ogni donazione c’è una storia di speranza, un paziente che attende una terapia, una famiglia che può tornare a guardare al futuro. Promuovere la cultura del dono significa quindi investire non solo nella sanità, ma anche nel benessere collettivo, nella responsabilità civica e nella costruzione di una società più solidale.
«Donare è un atto di libertà e di amore — conclude Bordese —. Continueremo a sostenere ogni iniziativa che metta al centro la vita e il supporto a chi soffre».

