Pane e sostituti: sono davvero salutari e aiutano a dimagrire? Questi prodotti non rappresentano quasi mai l'alternativa

Pane e sostituti: sono davvero salutari e aiutano a dimagrire? Questi prodotti non rappresentano quasi mai l'alternativa

A parità di peso, molti sostituti del pane sono più calorici e, nel caso dei cracker, possono apportare anche quantità significative di sale e grassi

I sostituti del pane sono ormai molto diffusi sulle tavole degli italiani. Cracker, grissini e gallette vengono spesso associati all'idea di leggerezza: sono sottili, croccanti, pesano poco e sembrano quindi la soluzione ideale quando si vuole tenere sotto controllo il peso.

Ma “leggero” non significa necessariamente meno calorico.

Cracker o pane: quale fa ingrassare di più?

Il primo errore è confrontare un cracker con una fetta di pane guardandone soltanto le dimensioni.

I cracker contengono molta meno acqua del pane e sono quindi alimenti nutrizionalmente più concentrati. Inoltre, nella loro preparazione vengono generalmente aggiunti grassi e sale.

Il CREA sottolinea che cracker e grissini sono più grassi del pane e, avendo un contenuto di acqua inferiore, risultano più calorici. La maggiore facilità di masticazione può inoltre incidere negativamente sulla capacità saziante.

Questo non significa che i cracker debbano essere demonizzati: contano quantità, frequenza e ingredienti. È però sbagliato considerarli automaticamente un'alternativa “dietetica” al pane.

Anche il tipo di grasso utilizzato può variare molto da prodotto a prodotto: per questo è utile controllare l'etichetta e privilegiare formulazioni semplici, possibilmente integrali, con poco sale e grassi di buona qualità.

Attenzione anche al sale

C'è poi un altro elemento spesso trascurato: il sodio.

Le Linee guida CREA indicano, come esempio, circa 0,6 grammi di sale in una porzione da 30 grammi di cracker salati in superficie, anche se naturalmente la quantità può cambiare sensibilmente tra un prodotto e l'altro.

Un aspetto tutt'altro che secondario. I dati preliminari dell'Italian Health Examination Survey – Progetto CUORE 2023-2025 mostrano infatti che gli italiani continuano a consumare troppo sale: nella fascia 35-74 anni l'assunzione media è risultata di 9,3 grammi al giorno negli uomini e 7,1 nelle donne, mentre l'OMS raccomanda di rimanere sotto i 5 grammi quotidiani.

Gallette di riso: sono davvero più leggere?

Anche le gallette di riso, mais e altri cereali godono di una fama particolarmente “salutistica”. Il motivo è facile da capire: una singola galletta pesa pochissimo e quindi apporta poche calorie.

Il problema nasce quando si confrontano gli alimenti a parità di peso.

Le gallette sono prodotti secchi e contengono pochissima acqua: di conseguenza hanno una densità energetica elevata. Il fatto che una galletta abbia poche calorie dipende soprattutto dalla piccola quantità che pesa, non dall'essere un alimento particolarmente ipocalorico.

Ecco perché mangiarne diverse pensando che siano praticamente “senza calorie” può essere fuorviante.

Gallette e indice glicemico

Un altro aspetto da considerare riguarda la risposta glicemica.

Le gallette, soprattutto quelle ottenute da cereali raffinati, possono avere un indice glicemico elevato. Ma è importante non trasformare questo dato nell'unico criterio con cui giudicare un alimento.

La risposta della glicemia dipende infatti anche dalla quantità consumata e dalla composizione complessiva del pasto. Accompagnare una fonte di carboidrati con alimenti contenenti proteine, fibre e grassi può modificare la risposta glicemica complessiva.

Per uno spuntino, quindi, invece di consumare ripetutamente gallette da sole, può essere più equilibrato inserirle in una combinazione alimentare completa.

Per dimagrire sono meglio pane o gallette?

La risposta è semplice: le gallette non possiedono proprietà dimagranti e non fanno perdere peso più del pane.

Per controllare il peso contano soprattutto il bilancio energetico complessivo, le porzioni e la qualità dell'intera alimentazione. Anche eliminare arbitrariamente pane e altri cereali contenenti glutine non serve a dimagrire, come ricorda il CREA.

Per chi non ha particolari esigenze cliniche, il pane può tranquillamente trovare posto in una dieta sana ed equilibrata, preferendo spesso quello integrale e con un contenuto moderato di sale. Il CREA indica per gli adulti una porzione standard di 50 grammi per il pane e 30 grammi per i sostituti del pane, proprio perché questi ultimi sono generalmente più concentrati.

Gallette senza glutine: attenzione all'etichetta

Le gallette possono invece rappresentare un'opzione pratica per chi deve seguire una dieta senza glutine, ma occorre fare una precisazione importante.

Riso, mais e grano saraceno sono naturalmente privi di glutine, mentre il farro appartiene ai cereali che lo contengono.

Nel caso della celiachia, tuttavia, non basta presumere che una galletta sia sicura solo perché prodotta con riso o mais: nei prodotti trasformati è necessario verificare attentamente ingredienti, possibili contaminazioni e le indicazioni previste in etichetta. Il Ministero della Salute disciplina specificamente l'indicazione “senza glutine” e quella relativa all'idoneità per i celiaci.

Diverso è il discorso della cosiddetta sensibilità al glutine non celiaca: il Ministero della Salute mette in guardia dall'autodiagnosi e ricorda che celiachia e allergia al frumento devono essere escluse prima di attribuire i sintomi alla sensibilità al glutine. Eliminare il glutine autonomamente prima degli accertamenti può inoltre compromettere la corretta diagnosi di celiachia.

Quindi cosa mettere in tavola?

Pane, cracker e gallette non sono alimenti equivalenti solo perché appartengono alla stessa grande famiglia dei prodotti a base di cereali.

Se l'obiettivo è mangiare in modo equilibrato o perdere peso, non esiste alcun motivo per sostituire sistematicamente il pane con cracker o gallette pensando di risparmiare calorie.

Il buon vecchio pane, meglio se integrale e poco salato, resta una scelta perfettamente compatibile con una sana alimentazione. Cracker e gallette possono essere consumati, ma nelle giuste quantità e senza attribuire loro proprietà “light” che, dal punto di vista nutrizionale, non possiedono.

La vera differenza non la fa il rumore della croccantezza, ma ciò che c'è nell'etichetta — e soprattutto quanto ne mangiamo.

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