Nel contesto delle crescenti pressioni normative e ambientali sulla qualità dell’aria, prende forma A.R.I.A. (Allevamenti Resilienti e Innovativi per l’Ambiente), il progetto sviluppato da Coldiretti Torino insieme al Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università di Torino.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche europee e regionali per la riduzione delle emissioni agricole, con un focus specifico sull’ammoniaca prodotta dagli allevamenti bovini. Un tema cruciale per la Pianura Padana, area tra le più esposte in Europa a criticità legate all’inquinamento atmosferico.
Obiettivi: meno emissioni, più efficienza
A.R.I.A. nasce con una duplice ambizione: ambientale ed economica. Da un lato mira a ridurre l’impatto degli allevamenti sulla qualità dell’aria; dall’altro punta a migliorare la gestione aziendale e la valorizzazione delle risorse.
Tra gli obiettivi principali: riduzione delle emissioni di ammoniaca dai reflui zootecnici; sviluppo di soluzioni innovative per la gestione del letame; test di additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici; validazione delle tecnologie in condizioni reali di allevamento; miglioramento dell’utilizzo agronomico dei reflui; prevenzione dello “scambio di inquinanti” lungo la filiera; creazione di modelli replicabili per le imprese agricole.
Un approccio integrato che guarda alla sostenibilità come leva di competitività, in linea con le strategie europee del Green Deal.
Innovazione tecnologica: intervenire alla fonte
Il progetto introduce un cambio di paradigma rispetto alle soluzioni tradizionali. Invece di limitarsi a contenere o disperdere le emissioni, A.R.I.A. punta ad agire direttamente sulla composizione biochimica degli effluenti.
Al centro della sperimentazione: additivi chimici e fisici per ridurre la volatilizzazione dell’ammoniaca; soluzioni biologico-enzimatiche, tecnologia emergente in ambito agricolo; sviluppo di protocolli operativi semplici e a basso costo.
L’uso di enzimi rappresenta uno degli aspetti più innovativi: già impiegati nella digestione anaerobica e nel trattamento delle acque, trovano qui una nuova applicazione nel trattamento del letame, ancora poco esplorata ma con potenziale significativo.
Filiera e territorio: coinvolte imprese e partner locali
Il progetto coinvolge direttamente il tessuto produttivo locale, con la partecipazione di Impresa Verde Cuneo e quattro aziende agricole tra le province di Torino e Cuneo.
Il finanziamento arriva dal bando SRG01/1/2024 dedicato ai Gruppi Operativi PEI-AGRI nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2023–2027, confermando il ruolo strategico dell’innovazione agricola nelle politiche europee.
Il progetto si inserisce anche in un dibattito pubblico sempre più acceso sul ruolo della zootecnia nell’inquinamento atmosferico.
Secondo Bruno Mecca Cici, il settore è spesso oggetto di una “demonizzazione” eccessiva, soprattutto in un contesto come quello padano dove incidono anche traffico e urbanizzazione. La risposta di A.R.I.A. è concreta: sperimentare soluzioni direttamente in azienda per abbattere le emissioni alla fonte, trasformando un problema ambientale in opportunità di innovazione.
Ricerca applicata e impatto reale
Come sottolinea Elio Dinuccio, il valore del progetto sta nella sua natura operativa: non solo ricerca teorica, ma applicazione diretta in allevamento.
Le soluzioni sviluppate saranno: validate scientificamente, testate sul campo e progettate per essere economicamente sostenibili. Un passaggio fondamentale per favorire l’adozione su larga scala e generare un impatto concreto sia ambientale sia economico.
A.R.I.A. rappresenta un esempio di collaborazione tra mondo agricolo e ricerca capace di rispondere alle sfide della transizione ecologica. Ridurre le emissioni non è solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per migliorare l’efficienza produttiva, rafforzare la reputazione del settore e accedere a nuovi strumenti di finanziamento.

