Difendere il vero Made in Italy e garantire maggiore trasparenza ai consumatori. È questo l’obiettivo dell’Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale del Piemonte su iniziativa del gruppo di Fratelli d'Italia, che chiede una revisione della normativa europea sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.
Nel mirino del documento c’è il Regolamento UE n. 952/2013, che oggi consente a prodotti realizzati con materie prime straniere di essere etichettati come italiani se l’ultima trasformazione sostanziale avviene nel nostro Paese.
«Non possiamo più permettere che il prestigio del nostro agroalimentare venga utilizzato come paravento per operazioni puramente commerciali – dichiara Alessandra Binzoni vice capogruppo FDI –. Oggi, grazie a norme europee troppo permissive, un prodotto può essere presentato come italiano anche se la materia prima arriva dall’altra parte del mondo, purché l’ultima lavorazione avvenga in Italia».
Secondo l’esponente di FdI, questa impostazione rischia di penalizzare le filiere nazionali e generare confusione nei cittadini: «Questo non è vero Made in Italy: è un’elusione che danneggia i nostri agricoltori e inganna i consumatori, che hanno il diritto di sapere cosa portano in tavola».
Piemonte in prima linea per cambiare le regole UE
L’Ordine del Giorno impegna ora la Giunta regionale a farsi promotrice della richiesta presso le istituzioni europee e il Comitato europeo delle Regioni, chiedendo una modifica dell’articolo 60 del Codice doganale dell’Unione.
La proposta punta a escludere i prodotti agricoli e alimentari dalla disciplina generale attuale, stabilendo che l’origine venga legata esclusivamente al luogo di provenienza della materia prima, in linea con quanto previsto dal Regolamento UE 1169/2011.
«Il Piemonte deve essere in prima linea in questa battaglia di civiltà e giustizia economica – aggiunge Binzoni –. Difendere l’origine dei nostri prodotti significa difendere identità, salute e lavoro dei produttori».
Approvazione unanime: tema trasversale
Politicamente rilevante anche il voto finale: il testo è stato approvato all’unanimità dall’assemblea regionale, segnale di una convergenza trasversale su un tema strategico per l’economia piemontese e nazionale.
Il Made in Italy agroalimentare resta infatti uno dei principali asset del Paese, e il dibattito sulla tracciabilità delle materie prime si conferma centrale anche in chiave europea.

