Ven, 9 Gen, 2026

Endocardiosi valvolare: la minaccia silenziosa per i cani di piccola taglia, in particolare i Cavalier King Charles Spaniel

Endocardiosi valvolare: la minaccia silenziosa per i cani di piccola taglia, in particolare i Cavalier King Charles Spaniel

L’endocardiosi valvolare rappresenta una delle più comuni cardiopatie nei cani, in particolare nelle razze di piccola taglia e toy. È la principale causa di scompenso cardiaco congestizio nei soggetti anziani.

Tra le razze più predisposte spicca il Cavalier King Charles Spaniel, che mostra una particolare vulnerabilità: entro i 4 anni di età quasi il 50% degli esemplari sviluppa la malattia e a 10 anni l’incidenza arriva praticamente al 100%. Il soffio cardiaco associato alla valvulopatia mitralica ha una forte componente ereditaria. Si tratta di una condizione probabilmente poligenica, i cui meccanismi genetici non sono ancora del tutto chiariti, e al momento non esiste alcun test genetico specifico per identificarla. 

Protocolli di prevenzione negli allevamenti

Per ridurre la diffusione della valvulopatia mitralica, diverse associazioni di proprietari e allevatori di Cavalier King Charles Spaniel hanno sviluppato protocolli di selezione riproduttiva. Questi prevedono screening accurati attraverso auscultazione e/o ecocardiografia, con l’obiettivo di individuare i primi segni della malattia, che di solito si manifesta entro i 5 anni.

Le linee guida principali stabiliscono che:

  • si dovrebbero far riprodurre solo cani di almeno 2 anni e mezzo, privi di soffi cardiaci;
  • i genitori, a 5 anni, non devono aver sviluppato soffi;
  • gli esemplari che presentano un soffio cardiaco prima dei 5 anni non devono essere usati in riproduzione.

Un’attenta valutazione cardiologica prima dell’accoppiamento può contribuire a ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione. 

Importanza dello screening

Poiché la valvulopatia mitralica nei cani (così come la cardiomiopatia ipertrofica nei gatti) ha un importante background ereditario, è fondamentale che gli allevatori identifichino e registrino gli animali affetti per evitare di trasmettere la malattia alle generazioni successive.

In questo contesto, l’ecocardiografia e l’auscultazione rimangono strumenti diagnostici indispensabili. 

Gestione della malattia

Grazie ai progressi della medicina veterinaria, oggi i cani affetti da valvulopatia mitralica possono beneficiare di terapie più efficaci rispetto al passato. Tuttavia, si tratta di una patologia cronica e grave, che richiede un monitoraggio continuo e la collaborazione costante dei proprietari nella gestione del trattamento.

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