L’endocardiosi valvolare rappresenta una delle più comuni cardiopatie nei cani, in particolare nelle razze di piccola taglia e toy. È la principale causa di scompenso cardiaco congestizio nei soggetti anziani.
Tra le razze più predisposte spicca il Cavalier King Charles Spaniel, che mostra una particolare vulnerabilità: entro i 4 anni di età quasi il 50% degli esemplari sviluppa la malattia e a 10 anni l’incidenza arriva praticamente al 100%. Il soffio cardiaco associato alla valvulopatia mitralica ha una forte componente ereditaria. Si tratta di una condizione probabilmente poligenica, i cui meccanismi genetici non sono ancora del tutto chiariti, e al momento non esiste alcun test genetico specifico per identificarla.
Protocolli di prevenzione negli allevamenti
Per ridurre la diffusione della valvulopatia mitralica, diverse associazioni di proprietari e allevatori di Cavalier King Charles Spaniel hanno sviluppato protocolli di selezione riproduttiva. Questi prevedono screening accurati attraverso auscultazione e/o ecocardiografia, con l’obiettivo di individuare i primi segni della malattia, che di solito si manifesta entro i 5 anni.
Le linee guida principali stabiliscono che:
- si dovrebbero far riprodurre solo cani di almeno 2 anni e mezzo, privi di soffi cardiaci;
- i genitori, a 5 anni, non devono aver sviluppato soffi;
- gli esemplari che presentano un soffio cardiaco prima dei 5 anni non devono essere usati in riproduzione.
Un’attenta valutazione cardiologica prima dell’accoppiamento può contribuire a ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione.
Importanza dello screening
Poiché la valvulopatia mitralica nei cani (così come la cardiomiopatia ipertrofica nei gatti) ha un importante background ereditario, è fondamentale che gli allevatori identifichino e registrino gli animali affetti per evitare di trasmettere la malattia alle generazioni successive.
In questo contesto, l’ecocardiografia e l’auscultazione rimangono strumenti diagnostici indispensabili.
Gestione della malattia
Grazie ai progressi della medicina veterinaria, oggi i cani affetti da valvulopatia mitralica possono beneficiare di terapie più efficaci rispetto al passato. Tuttavia, si tratta di una patologia cronica e grave, che richiede un monitoraggio continuo e la collaborazione costante dei proprietari nella gestione del trattamento.

